Pasqua, le tradizioni più curiose in Italia

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Pasqua, le tradizioni più curiose in Italia

Come sempre, in questo periodo dell’anno fervono i preparativi per celebrare la Pasqua in tutte le località italiane. Oltre ad essere un’occasione di festa e stare con parenti e amici, la Settimana Santa offre i riti più vari spostandosi di regione in regione, talvolta con tradizioni davvero curiose tutte da scoprire.


Pasqua, le tradizioni più curiose in Italia

I festeggiamenti della Pasqua in Italia si presentano sotto numerose forme e modalità a seconda della parte della penisola in ci si trovi. Riti religiosi, processioni, danze e giochi particolari, con origini risalenti nei secoli precedenti, si apprestano ad animare le diverse località italiane nelle giornate della settimana pasquale. Ogni città o paese presenta una sua speciale tradizione, talvolta con riti e celebrazioni curiose che ne caratterizzano il luogo.

Da nord a sud, ogni anno si celebrano riti pasquali con formule tutte da scoprire e che mutano anche passando da una località all’altra.

A Venezia è noto il crocifisso nel convento di San Francesco della Vigna: il Cristo dolente e disperato, in restauro, da cui si poteva udire davvero l’urlo di agonia descritto dal vangelo di Matteo. Si tratta di un “crocifisso con meccanismo” per mezzo di un artificio che permette di far muovere la lingua: in questo modo i fedeli durante la Settimana Santa vedevano il movimento della lingua nel Cristo pensando che stesse pronunciando proprio le sue ultime parole.

Durante il periodo pasquale si praticano anche giochi che rispondono a particolari tradizioni: come il gioco del “Truc” a Cividale del Friuli, in provincia di Udine, un’antica usanza consiste nel far scivolare lungo un catino di sabbia inclinata delle uova di gallina cotte. Vince chi riesce a colpire l’uovo dell’avversario. Premio: una monetina o una caramellina.

Simili ricorrenze si trovano anche in Umbria dove in diverse zone della regione la Tocciata (o in altre zone Ciuccittu) vede i partecipanti disporsi in centro con un uovo sodo in mano e a turno si picchia l’uovo dell’avversario. Chi rimane in gara con l’uovo integro si aggiudica la vittoria. O anche a Fiorenzuola D’Arda (Piacenza) che in occasione della domenica di Pasqua organizza il “Ponta e Cull”, una vecchia tradizione risalente ai primi del ‘900. Dopo la messa, la gente si riunisce in piazza ognuno col proprio uovo sodo e si deve battere su quello dell’avversario: chi riesce a rompere sia la punta che il fondo (appunto “Ponta” e, volgarmente, “Cull”) conquista il premio.

Una regione ricca di riti e tradizioni caratteristiche è sicuramente la Puglia: a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, la notte del Venerdì Santo vede i pappamusci (pellegrini) incappucciati e scalzi che portano bastoni o pesanti croci di legno. Sempre il venerdì, il fuoco è il protagonista a San Marco in Lamis (Foggia): durante la processione delle Fracchie che accompagna la Madonna per le vie buie del paese, coni di legna ardente illuminano tutto il paese trasformandolo in un inferno dantesco. A Vico del Gargano invece le confraternite si sfidano a colpi di versetti dell’Agonia, del Miserere e di Evviva la croce.

In Calabria, soprattutto nella provincia di Vibo Valentia, L’Affruntata è un rito di origini orientali che rappresenta l’annuncio pasquale tramite le statue della Madonna, del Risorto e di San Giovanni portate a spalla di corsa avanti e indietro simulando l’incontro tra esse. Mentre in Sicilia, è famosa la Processione dei Misteri che si tiene a Trapani da oltre 400 anni: considerata una delle tradizioni più antiche e più lunghe d’Italia, ha inizio alle 14 del Venerdì Santo per concludersi oltre 24 ore dopo aver percorso le principali vie cittadine.

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