Patata viola, il superfood italiano

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La patata viola è stata la regina indiscussa dello scorso autunno, protagonista delle tavole di molti chef italiani.


La patata vitelotta (dette anche patata nera o erroneamente patata viola) appartiene alla famiglia delle Solanum, ha una forma oblunga, grumosa, ed è di dimensioni ridotte.

A darne il caratteristico colore viola sono gli antociani, antiossidanti analoghi a quelli dei mirtilli con proprietà antinvecchiamento.

Sebbene sia originaria dell’America meridionale, nel territorio compreso fra il Perù e il Cile, questa patata ha trovato terreno fertile sia nel nord Italia, nel territorio trentino della Val di Ledo, sia in Sardegna.

In quest’ultima regione la chiamano “patata ‘e moro’, aggettivo con cui si indicava appunto qualcosa che era stato importato nell’isola.

Proprietà

La patata viola è ricca di antiossidanti, sostanze nutritive che proteggono l’organismo e aiutano a ridurre l’invecchiamento. Esattamente come i mirtilli.

Tra le altre proprietà:

– è ricca di sali minerali e vitamine,

– riduce il rischio di malattie cardiache,

– ha azione preventiva nei confronti dei tumori,

– impedisce l’accumulo di colesterolo.

Caratteristiche

Dalla pelle piuttosto spessa, la patata viola profuma quasi di nocciola e ha un sapore vicino alla castagna.

Oltre alle vitelotte, le vere patate viola, in natura esistono diverse tipologie di patate di color violaceo o blu tra cui:

  • patate violette (che in realtà hanno la polpa gialla)
  • patata turchesa
  • patata blu

Valori nutrizionali

La patata viola contiene buone quantità di carboidrati complessi, proteine, fibre, vitamine e sali minerali, tra quest’ultimi rilevante soprattutto la presenza di potassio. Per quanto riguarda le vitamine, la più presente è la vitamina C.

3 piccole patate contengono circa 130 calorie:

  • 30 gr di carboidrati
  • 4 gr di fibre
  • 3 gr di proteine
  • 0 grassi

In cucina

Considerando che la polpa della patata vitelotta è piuttosto farinosa, la cottura al vapore è sconsigliata.

Visto il sapore che assomiglia un po’ a quello delle castagne e un profumo che ricorda la nocciola, è utilizzata con successo nella preparazione dei dolci.

In alternativa si può preparare al forno, usare per realizzare torte rustiche, preparare gnocchi colorati e tanto altro.

Si consiglia comunque spesso, nelle preparazioni culinarie, di utilizzare le patate viola insieme alle più tradizionali patate in modo da non perdere l’effetto cromatico ma allo stesso tempo mantenere una consistenza meno farinosa.

Le ricette

Gnocchi di patate viola

Ingredienti per gli gnocchi:

Patate viola 1 kg

Farina 00 300 g

Uova 1

Sale fino q.b.

Preparazione:

Per preparare gli gnocchi di patate viola, prendete le pate viola, lavatele accuratamente e lessatele in acqua bollente salata a piacere: ci vorranno circa 30-40 minuti (i tempi si dimezzeranno se utilizzerete la pentola a pressione).

Una volta cotte, scolatele e sbucciatele ancora calde.

Passatele al passaverdure e fate cadere la polpa in una ciotola, dove potete unire anche la farina setacciata, l’uovo e un pizzico di sale. Impastate il tutto con le mani direttamente nella ciotola, fino a ottenere un composto omogeneo e compatto.

Con l’impasto ottenuto formate dei filoncini che dovrete tagliare a bocconcini. Passate gli gnocchi ottenuti sui rebbi di una forchetta o sull’apposito rigagnocchi per creare la caratteristica rigatura.

A mano a mano che li preparate, disponeteli su un vassoio leggermente infarinato. Copriteli con un canovaccio pulito e manteneteli in un luogo fresco per almeno 15 minuti.

Per far cuocere gli gnocchi, basteranno pochi istanti: saranno pronti quando verranno a galla.

Torta dolce di patate violette

Ingredienti:

300 gr. di patate vitelotte lesse

100gr. di farina di mandorle(o mandole tritate finemente)

1 bicchiere di sciroppo d’acero

1/2 bicchiere di olio di semi di girasole

3 cucchiai di rhum

I semi di un baccello di vaniglia

Un pizzico di sale

Preparazione:

Preriscaldare il forno a 150°C. Mettere in una terrina capiente tutti gli ingredienti, e frullare tutto con il minipimer, in modo da ottenere un composto cremoso, da distribuire in una tortiera precedentemente unta.

La torta non lieviterà e resterà morbida e umida. Togliere dal forno quando la superficie è bella dorata e il solito stuzzicadenti esce pulito.

Servire quando si è raffreddata, spolverizzata di cacao amaro e, se non la trovate sufficientemente dolce, con un po’ di sciroppo d’acero.

 

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