Al Palazzo Reale di Milano è in corso la mostra “Nove viaggi nel tempo”

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Milano. “Nove viaggi nel tempo” è il terzo episodio di un ciclo di mostre che dal 2016 esplora le qualità di Alcantara® come materiale per la creazione artistica, e trasforma gli spazi dell’Appartamento del Principe in porte d’accesso all’altrove dell’arte.


In “Nove viaggi nel tempo”, dieci artisti del nostro periodo storico si esprimono attraverso nove progetti con linguaggi differenti: dalle trasfigurazioni della pittura alla moda, dal digital design alla musica, guidate dalla specificità di un unico medium: Alcantara®.

Tutti hanno analizzato il materiale in ogni sua declinazione e potenzialità, ne hanno esplorato i processi di invenzione e fabbricazione, hanno lavorato con tecnici ed esperti, in percorsi autonomi o attraverso collaborazioni.

Questi dieci artisti sono Aaajiao, Andrea Anastasio, Caterina Barbieri, Krijn de Koning, Li Shurui, Chiharu Shiota, Esther Stocker e Iris van Herpen, Zeitguised, Zimoun.

Ognuno – con l’inedita coppia Stocker/van Herpen – ha creato un’opera site specific, dialogando con l’Appartamento del Principe, un luogo carico di spunti creativi: rampa di lancio per viaggi tra laboratori di scienze anomale, anaconde, mutazioni, sinusoidi, apparizioni oracolari, giravolte della natura in artificio e viceversa, metronomi sghembi. Una successione di scenari fantastici, tra architetture effimere e sofisticati dispositivi sonori interattivi.

Come nelle altre due mostre, “Codice di avviamento fantastico” e “Ho visto un re”, anche qui una delle tracce principali, “il tempo”, è il risultato della conversazione tra gli artisti, che hanno avuto, come sempre, l’occasione di incontrarsi sia a Palazzo Reale che nello stabilimento Alcantara, all’inizio del progetto e, alle volte, durante il suo svolgimento.

Ma “il tempo” è anche il risultato della conversazione tra artisti e materiale, artisti e luoghi, artisti e curatori. In questo caso l’Appartamento del Principe ha generato una riflessione sulle diverse dimensioni del tempo: sul “nostro” tempo, quotidiano e pratico, breve, opposto, o complementare, al “tempo scientifico”, dilatato e impercepibile.

La mostra è così immaginata come un tragitto esperienziale solcato da spiriti disposti a lasciarsi avvolgere dalla meraviglia.

Ogni ambiente si rivela una sorpresa che ci proietta in diverse e divertite dimensioni spazio-temporali. Un tragitto sofisticato, a volte astratto, ma mai irraggiungibile, che ci sospinge tra mondi e sensazioni sorprendenti.

La realtà microscopica messa in scena da Aaajiao, il muro di micro-variazioni percussive di Zimoun, le geometrie zoomorfe di Esther Stocker e Iris van Herpen. Il mondo mutato della misteriosa chimera di Andrea Anastasio e delle fitte ragnatele di Chiharu Shiota.

L’anamorfosi digitale di Zeitguised, l’universo elettronico di Caterina Barbieri e del suo sintetizzatore interattivo. Il tempo in cui gli esseri umani dovranno difendersi dall’egemonia della tecnologia attraverso stazioni di contatto con altri abitanti dell’universo, evocato da Li Shurui. I riferimenti spaziali dell’architettura che avvolge la mostra che svaniscono nella stanza di Krijn de Koning.

 

 

Appositamente concepita per le stanze dell’Appartamento del Principe, l’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al 13 maggio 2018.

 

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