La Roma di Caravaggio

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Un itinerario, tra chiese, musei e gallerie d’arte, alla scoperta dell’opere d’arte che Michelangelo Merisi, più conosciuto come Caravaggio, ha donato all’Urbe.

  • Galleria Borghese

Alla Galleria Borghese è possibile trovare il “Fanciullo con il canestro di frutta” e il “Bacchino malato”, opere giovanili che contengono elementi caratterizzanti di quella che sarà la sua produzione successiva. Sempre a Galleria Borghese sono presenti il suggestivo “Davide con la testa di Golia”(con il Golia che ha le fattezze dell’artista) la “Madonna dei palafrenieri” e il “San Girolamo scrivente” realizzato tra il 1605 e il 1606 su commissione di Scipione Borghese.

  • Sant’Agostino

La chiesa di Sant’Agostino in Campo Marzio ospita, invece, “La Madonna dei Pellegrini”, detta anche “Madonna di Loreto”, all’interno della Cappella dei Cavalletti. Come in molte opere di Caravaggio a colpire è l’interpretazione realistica del popolo.

  • San Luigi dei Francesi

Non può mancare una tappa alla Chiesa di San Luigi dei Francesi a pochi passi da Piazza Navona. Nella Cappella Contarelli è possibile ammirare varie opere di Merisi, come:  “La Vocazione di San Matteo”,  “Il martirio di San Matteo” e “San Matteo e l’angelo”. La prima è ricordata soprattutto per la rappresentazione in abiti contemporanei del Santo e dei suoi compagni e per la luce che colpendo il Santo e i suoi seguaci, taglia il dipinto, mentre per quanto riguarda “San Matteo e l’angelo”questa esposta è la seconda tela realizzata da Caravaggio perché la prima fu rifiutata perché il Santo era rappresentato troppo realisticamente, con i piedi sudici di fango.

  • Musei Vaticani

I Musei Vaticani conservano La Deposizione, opera considerata tra i capolavori del Caravaggio. Commissionata da Girolamo Vittrice per la cappella di famiglia in S. Maria in Vallicella (Chiesa Nuova) a Roma, nel 1797 venne inclusa nel gruppo di opere trasferite a Parigi in esecuzione del Trattato di Tolentino. Entrò a far parte della Pinacoteca di Pio VII dopo la sua restituzione nel 1816. Anche qui Caravaggio si discosta della tradizione raffigurando l’insolita scena di quando viene poggiato da Nicodemo e Giovanni sulla Pietra dell’Unzione.

  • Gallerie nazionali di arte antica di Roma – Palazzo Barberini

A Palazzo Barberini è possibile ammirare “Giuditta e Oloferne”. L’opera  rappresenta l’episodio biblico della decapitazione del condottiero assiro Oloferne da parte della vedova ebrea Giuditta, che voleva salvare il proprio popolo dalla dominazione straniera. Giuditta è raffigurata intenta a decapitare Oloferne con una scimitarra, mentre alla scena assiste una vecchia serva che sorregge con le mani il drappo contenente il cesto nel quale va conservata la testa. Nel ruolo di Giuditta fu raffigurata molto probabilmente la cortigiana Fillide Melandroni, amica dell’artista.

Altra opera qui conservata è “Narciso” , mito caro al mondo dell’arte di cui però l’artista lombardo dà una versione nuova che si distingue per l’insolito schema compositivo concepito quasi come una carta da gioco: la parte inferiore è speculare a quella superiore come se il pittore avesse ribaltato di 180 gradi la metà superiore della tela per ottenere la figura riflessa. 

 

  • Galleria Doria Pamphilj

Alla Galleria Doria Pamphilj sono presenti tre opere dell’artista: La Maddalena Penitente, Riposo durante la Fuga in Egitto e una delle due versioni identiche effettuate di San Giovanni Battista.

“La Maddalena” fu parte di un pacchetto destinato a decorare le stanze del suo primo mecenate, il cardinale Francesco del Monte. La modella era una prostituta che compare poi anche nella Morte della Vergine (ora al Louvre) e che anni dopo fu trovata morta nel Tevere. “Il Riposo durante la Fuga in Egitto” fu la sua prima opera di carattere religioso.

  • Piazza Santa Maria del Popolo

Nella Chiesa di Santa Maria del Popolo si trovano la “Conversione di San Paolo” e la “Crocifissione di San Pietro”. Le versioni originali dei dipinti furono respinte, e le opere che sono ora nella cappella vennero realizzate una seconda volta nel 1601.

Nella prima (Conversione di San Paolo), il lavoro originale presentava una composizione complessa dove il santo sembrava una figura in secondo piano davanti al predominio compositivo del cavallo; fu rifiutata e dipinta in una seconda versione attualmente presente nella Cappella Cerasi (Conversione di San Paolo sulla via di Damasco).

La prima versione è conservata nella collezione privata della famiglia Odescalchi Balbi (esposta al pubblico sporadicamente). La prima versione della Crocifissione di Pietro è invece scomparsa.

  

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