Roma, la Soprintendenza ridefinisce i vincoli: Palazzo Nardini diventa inalienabile

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Palazzo Nardini diventa inalienabile, la decisione della Soprintendenza

La Soprintendenza Speciale di Roma ha avviato il procedimento per la ridefinizione dei vincoli su Palazzo Nardini, dopo le vicende legate alla controversa vendita a privati in questi anni.


Palazzo Nardini, edificio del ‘400 e storica sede del Governatorato in via del Governo vecchio, dopo un lungo tempo di abbandono negli anni Ottanta fu la casa delle donne. Il 26 febbraio 2016 era stata firmata dalla Regione l’autorizzazione all’alienazione dell’immobile, ceduto il 31 marzo di quell’anno a Invimit, società del Mef, che lo ha poi rimesso sul mercato.

La decisione della Soprintendenza è stata presa “ai sensi dell’articolo 10, comma 3, lettera d) e dbis) della Legge 42 del 2004, o Codice dei Beni Culturali” – si legge nella nota.

I dubbi della Soprintendenza sul corretto procedimento della vendita di Palazzo Nardini si erano manifestati nelle scorse settimane. L’articolo 55 del Codice dei beni Culturali prevede che in caso di alienazione di un’immobile vincolato venga allegato un programma di conservazione, l’indicazione degli obiettivi di valorizzazione, la destinazione d’uso prevista e le modalità di fruizione pubblica.  Tutti questi aspetti però non sono stati riscontrati dalla Soprintendenza.

L’edificio è già tutelato per il suo valore artistico e architettonico – prosegue il comunicato – il nuovo procedimento è finalizzato alla dichiarazione dell’interesse particolarmente importante del complesso, a causa del suo riferimento con la storia politica, della cultura, nonché di testimonianza dell’identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive e religiose”.

Da qui la decisione di rendere inalienabile Palazzo Nardini.

Fonte: Soprintendenza Speciale di Roma

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