Sulcis-Iglesiente, il lato selvaggio della Sardegna

Print Friendly, PDF & Email
Sulcis-Iglesiente, cosa vedere nella parte selvaggia della Sardegna

Non c’è solo la Costa Smeralda in Sardegna: girando per la regione si possono vedere altri splendidi luoghi meno battuti dai turisti. Uno di questi è sicuramente la zona del Sulcis-Iglesiente, nel sud ovest dell’isola.


Il Sulcis-Iglesiente è una delle zone più selvagge della Sardegna con le sue coste semidesertiche ma ugualmente affascinanti per le bellezze paesaggistiche. Un viaggio da queste parti vale la pena innanzitutto per il suo mare blu e le spiagge, tra le più belle di tutta l’isola. Qui non ci sono lunghe file di ombrelloni e lettini uno attaccato all’altro ma si respira una sensazione di tranquillità e pace difficilmente reperibili da altre parti.

Il nome del territorio sudoccidentale sardo deriva dall’antica città di Sulki, oggi Sant’Antioco (la principale isola dell’arcipelago), e Iglesias, città storica ricca di attrazioni culturali e tradizioni secolari. 

Le strutture ricettive sono quasi tutte spartane qui dove il turismo di massa ancora non ha inciso definitivamente. I litorali sono liberi e la mondanità è un aspetto ancora lontano se si pensa alla costa opposta dell’isola. Ciò nonostante si può godere della bellezza dei fondali marini e di un’alternanza tra spiagge attrezzate e calette silenziose.

Il sottosuolo è ricco di grotte e miniere e il territorio vanta un’importante storia e tradizione in questo senso. Per gli amanti delle escursioni, da non perdere il lungo trekking tra gli antichi camminamenti minerari della regione durante una visita al Parco Geominerario storico e ambientale della Sardegna. Le guide turistiche sono gli ex minatori della miniera Malfidano (Buggerru) e di Masua e Nebida (Iglesias).

Dove andare: Tra le località da vedere non può mancare Carbonia, la città più popolosa del Sulcis. Fu costruita in soli due anni, nel 1938, per garantire alloggio ai lavoratori del bacino carbonifero Sirai-Serbariu. Oggi a Carbonia si può visitare il Museo del Carbone che riproduce il mondo minerario del luogo.

Ma non mancano i posti da vedere: da Fluminimaggiore, tappa gastronomica e culturale, si vedono le magnifiche colone del Tempio di Antas, risalente al IX secolo e nato come tempio nuragico. Scendendo lungo la costa si giunge a Buggerru, chiamata anche la Piccola Parigi, dove le miniere venivano gestite dai francesi che cercarono di riprodurre l’atmosfera parigina. Altra tappa è il suggestivo Pan di Zucchero che emerge dalle acque, uno scoglio lungo 132 metri, monumento simbolo di Masua adatto anche per gli appassionati di climbing. Spostandosi verso il Golfo di Gonnesa ci si può immergere nelle splendide acque di Funtanamare, spiaggia lunga oltre 3 chilometri ideale per surfisti e per chi è in cerca di relax. Un’altra spiaggia da non perdere è Porto Pino:  calette di sabbia rosa con acqua cristallina, lunghe spiagge bianche e ‘desertiche’ con boschi e vigneti tutti da scoprire al suo interno.

Cosa mangiare: Nel Sulcis-Iglesiente sono da provare a tavola i cosiddetti Malloreddus, gnocchetti di semola di grano duro conditi con sugo e formaggio grattugiato a cui vengono aggiunti pezzi di salsiccia fresca rosolata. Altro piatto tipico sono i culurgiones, ravioli sardi con impasto di semola o farina, uova, sale e olio di oliva.

Credits: sardegnaturismo.it

Potrebbe interessarti:

SardegnaTraghetti.eu, il portale dei viaggi in traghetto per la Sardegna

SARDEGNATRAGHETTI.EU, IL PORTALE DEI VIAGGI IN TRAGHETTO PER LA SARDEGNA

AUTUNNO IN BARBAGIA, TRA STORIA E NATURA SELVAGGIA NEL CUORE DELLA SARDEGNA

Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti