Trasformazione urbana e vite di quartiere, arriva la mostra fotografica “Stanze”

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Trasformazione urbana e vite di quartiere, arriva la mostra fotografica "Stanze"

Il 16 maggio viene presentata a Torino la mostra fotografica “stanze” nell’ambito dell’omonimo progetto di Alessandro Albert ed Elisa Leoni, accompagnata dalla pubblicazione di un libro che racconta la storia reale di riqualificazione di un edificio di corso Novara nel quartiere di Barriera di Milano.

Al centro della mostra fotografica Stanze ci sono i temi della trasformazione urbana e delle le vite di quartiere. Le “stanze” sono le camere degli appartamenti degli abitanti del palazzo al centro dell’intervento, simbolo del cambiamento e della forte espansione in atto della zona. Ogni stanza, con la persona o il gruppo famigliare che in quel momento la abitava, è stata ritratta dalla penna di Elisa Leoni e dall’obiettivo di Alessandro Albert con l’idea di sottolineare come il lato umano sia un aspetto prioritario nel processo di trasformazione delle città, insieme a quello architettonico.

I racconti e le foto della mostra “Stanze” narrano le vite degli abitanti negli appartamenti di Corso Novara 83/85/87, tratteggiando un profilo intimo e veritiero della realtà di oggi, nella quale troviamo coppie italiane e straniere che si sono incontrate nelle scale dell’edificio formando nuovi nuclei famigliari, padri e madri single alle prese con le difficoltà del mantenimento dei figli, studentesse che sognano un futuro all’estero, artigiani dal grande passato, giovani proprietari di locali alla moda, storie di vite che arrivano dal Sud per trovare lavoro al Nord. Un mosaico di sfaccettature dell’umano che ben rappresenta lo specchio della società di oggi, un affresco dei quartieri che crescono e dei continui cambiamenti urbani, sinonimo di fermento sociale e culturale.

«Entrare nelle case, e fotografare le persone – spiega Alessandro AlbertPersone e case. Due cose che mi hanno sempre attirato da quando faccio il fotografo. Sono simili. Noi siamo tutti uguali, eppure diversi. Anche gli appartamenti di Corso Novara. Sono tutti uguali, in planimetria. Ma internamente sono diversi. Raccontano di chi li abita. E chi li abita racconta».

L’iniziativa, spiega invece Elisa Leoni, ha diversi “sensi”: «Il primo senso di questo progetto è uscire da se stessi, andare oltre la facciata. Il secondo è l’incontro: numeri civici che diventano storie, persone. Il terzo è l’accesso al sacrario-casa: terra intima dove muri, mobili e oggetti sono appendici di corpi e cuori. Il quarto è un promemoria di bellezza: il regalo che sono gli esseri umani».

Il palazzo, di proprietà dell’immobiliare Crovedil che ha finanziato il progetto, ospita 135 unità abitative, distribuite in nove piani e cinque scale, un ricco microcosmo umano che ha catturato i due ideatori della mostra.

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