Enewetak, l’atollo esplosivo nell’Oceano pacifico

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Enewetak

C’è un atollo esplosivo nell’Oceano Pacifico ed è quello di Enewetak, nelle Isole Marshall, in Oceania. Spiagge bianche e acque cristalline ma negli anni Quaranta l’atollo fu adibito a campo di prova per test nucleari da parte dell’esercito americano.


Gli americani trasferirono gli abitanti di Enewetak in un’altra zona dell’arcipelago per far spazio ai test. Dalla guerra fino alla fine degli anni ’50 furono fatte esplodere 67 bombe atomiche con conseguenze devastanti per flora e fauna.

Tutti questi anni di esperimenti nucleari hanno portato ad un deposito tossico nell’isola, causato anche da approssimative operazioni di pulizia dei residui. Un totale di 111 mila metri cubi di scorie seppellite in un cratere, sigillato da una gigantesca cupola di cemento, The Dome. Dagli anni Ottanta l’isola tornò ai suoi abitanti.

Sembrava tutto accantonato ma l’innalzamento delle acque e la pressione sui lati non cementificati del cratere stanno mettendo in serio pericolo le pareti inferiori e laterali, fatte di terra e roccia permeabili. Secondo un rapporto del Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti, il terreno attorno alla cupola è già molto contaminato e un tifone è sufficiente a rompere tutto e disperdere il materiale inquinante in mare.

“Ora si sta verificando la tragica confluenza di due dei peggiori casi ambientali del nostro tempo: la presenza di scorie nucleari e il cambiamento climatico” – spiega Michael Gerrard, direttore del Sabin Center for Climate Change della Columbia University di New York.

Fonte: il Venerdì di Repubblica del 27 aprile 2018

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