New York, giorni extra glam tra Met Gala, Gallerie d’Arte e l’asta Rockfeller da Christie’s

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New York. Al Tefaf  è in corso, fino all’8 maggio, la II edizione primaverile dello spinoff di Maastricht che ha aperto i battenti all’Armory di Park Avenue presentando opere di arte moderna e contemporanea offerte da 90 selezionatissimi galleristi da 13 paesi. 


Tanti Alexander Calder, per intenderci, grandi come “Les Trois Bars” appeso al soffitto dell’Armory, e piccoli, “da tavolo”. Mentre i Morandi da David Zwirner sono esposti con una serie di Josef Albers: fratelli di minimalismo.

Concorrenze e sinergie insomma. 195 gallerie da 30 paesi sono abbastanza da provocare una “sindrome da Stendhal”, ma alcuni pezzi restano nella memoria: le gigantesche sedie pieghevoli e tavolo di Robert Thierren (2008) da Gagosian; la serie di 200 “scalda mani” di Ann Agee da P.P.O.W che dialogano con la storia formale della calzatura ispirandosi a un modello di ceramica di Palazzo Davanzati a Firenze.

La galleria Pace espone i David Hockney su iPad e iPhone, una trentina dei quali venduti subito a 25 mila dollari l’uno, Hauser and Wirth propone Bruce Nauman (“Dead End Tunnel Folded into Four Arms with Common Wall”) accanto ad altri 20 artisti degli anni ’80 in uno spazio intitolato “Stop Making Sense” dal titolo del film-concerto dei Talking Heads.

La principessa Eugenie di York, figlia minore del principe Andrea, si aggira nello stand: lavora nella sede di Londra rappresentando artisti come Pipilotti Rist e gli eredi di Mike Kelley e Philip Guston: “Jean-Michel Basquiat – rivela – e’ il mio eroe”.

New York, se mai ce ne fosse bisogno, vive una settimana di intensa mondanità: oltre l’arte, l’evento mondano più atteso dell’anno, il Met Gala il 7 maggio al Metropolitan Museum, con una A-list di invitati e un red carpet al solito incredibile, attesi tra gli altri Amal Clooney, Rihanna e Donatella Versace.  

Il tema di quest’anno incrocia moda e religione cattolica: Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination, Corpi celesti: la moda e l’immaginazione cattolica, una mostra dal 10 maggio all’8 ottobre con 40 pezzi rari dal Vaticano e creazioni di Dolce & Gabbana, Christian Lacroix, Jeremy Scott, Jean Paul Gaultier, Versace

Tanta mondanita’ anche da Christie’s: si sta preparando l’asta dell’anno che da martedì disperdera’ a scopi filantropici le collezioni di David e Peggy Rockefeller. 

Non solo una vendita all’incanto, ma anche la storia di una famiglia passera’ sotto il martello del battitore. Dopo i 450 milioni di dollari pagati per il Salvator Mundi di Leonardo, l’attesa della casa d’aste e’ di un miliardo di dollari, con la differenza che stavolta l’incasso andra’ tutto a scopo filantropico.

I Picasso e i Matisse, ma anche gioielli, arredi, ceramiche e cineserie erano stati ammassati dall’amico fraterno di Gianni Agnelli nelle sue varie case di Manhattan, Pocantico Hills, la valle dell’Hudson, il Maine.

Rockefeller, l’ultimo nipote dell’omonimo petroliere fondatore della Standard Oil, e’ morto in marzo a 101 anni lasciando scritto per testamento che i proventi delle raccolte fossero devoluti a 12 organizzazioni tra cui la Rockefeller University, Harvard, il MoMA, il Council on Foreign Relations e il Maine Coast Heritage Trust.

 

Fonte: Ansa

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