Roma, l’Eur compie 80 anni

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Roma. L’Eur spegne ottanta candeline. 80 anni portati benissimo, un quartiere “nato nel futuro” che continua ad affascinare e a richiamare attenzione e capitali.


L’Eur, museo a cielo aperto dell’architettura fascista, con i suoi edifici imponenti, i grandi spazi, la struttura ortogonale di vie e strade, ha dato una sterzata decisa per offrirsi alla vetrina di interessi nazionali e internazionali.

Il recente Gran Premio di Formula E, l’apertura agli eventi e ai congressi della “Nuvola” di Fuksas”, il Palazzo della Civiltà Italiana – il mitico Colosseo Quadrato – sede di Fendi, sono solo gli ultimi tasselli del lavoro avviato da tempo per accendere i riflettori sul quartiere sorto sotto il coordinamento dell’ architetto Marcello Piacentini per ospitare l’Esposizione Universale Roma 1942 che poi non si tenne a causa della guerra.

La celebrazione degli 80 anni della posa della prima pietra passa anche per la bella mostra “Eur 42/oggi, visioni differenti” inaugurata nella sede dell’Archivio Centrale dello Stato, un lungo viaggio tra edifici, linee, ombre, volumi e spazi del gioiello urbanistico di cui le grandi fotografie di Carlo D’Orta colgono suggestioni, dettagli, scorci, prospettive e punti di vista inaspettati.

A volerla l’Inail, che nell’area ha il suo quartier generale e ha acquisito altri edifici storici, con la collaborazione di Eur Spa.

“Il fascismo va rigettato, l’Eur no”, ha dichiarato Vittorio Sgarbi, intervenuto al taglio del nastro con il sovrintendente dell’Archivio Centrale dello Stato Eugenio Lo Sardo, il presidente di Eur Spa Roberto Diacetti, il presidente dell’Inail Massimo De Felice, il vice sindaco di Roma Luca Bergamo.

“Da progetto di città ideale, questa meravigliosa macchina si fa città reale”, ha spiegato il critico d’arte senza perdere l’occasione di lanciare i suoi strali. “Il giudizio negativo sugli errori gravi del fascismo si ferma davanti al tema della cultura. L’Eur, che è il paradigma dell’architettura fascista rappresenta l’ultima testimonianza del percorso dell’ architettura italiana. Poi ci sono stati solo episodi”.

“L’ Eur” – afferma il vicesindaco Luca Bergamo –E’ un pezzo di patrimonio culturale architettonicamente fantastico, di difficile interpretazione per la vita civile ordinaria per la natura degli spazi molto ampi, su cui abbiamo cominciato a lavorare con la Formula E ma ancor prima con ‘Più libri, più liberi’ alla Nuvola, che è stato un ulteriore elemento di rafforzamento del valore simbolico di quest’ area. Dopo 80 anni si è sganciato finalmente dalle sue origini: l’ Eur è ciò che è oggi non quello che era nella mente di chi lo ha voluto”.

 

Fonte: Ansa

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