A Cogne si torna indietro nel tempo all’interno della miniera di magnetite

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La miniera di magnetite di Cogne, tra le più alte d’Europa, porta i visitatori sulle tracce di generazioni di minatori e offre un panorama mozzafiato dal Monte Bianco al Gran Paradiso.


Situata a 2000 m s.l.m e con una temperatura interna che va dai 4 ai 7 gradi e con un tasso di umidità pari all’85%, la miniera di Cogne apre al pubblico, permettendo ai visitatori di vivere un’esperienza unica nel cuore della montagna: un viaggio a bordo di un trenino d’epoca lungo un percorso di 1 km, accompagnati da una guida esperta.

L’obiettivo? Condurre i turisti laggiù dove i minatori, fino al 1979, lavoravano per l’estrazione della magnetite. E il tempo sembra essersi fermato alla fine degli anni Settanta: i visitatori hanno la possibilità di ammirare gli utensili, gli edifici e le sale come vennero lasciate dai minatori, accompagnati dallo sferragliare del treno lungo la galleria di carreggio.

Il complesso minerario di Cogne è molto vasto suddiviso in tre ambienti situati a tre altitudini diverse:

  • Il villaggio minerario di Colonna che si trova a 2400 metri, ma che tuttavia non è visitabile. Si tratta di uno dei villaggi per minatori più alti d’Europa e tra i più attrezzati: al suo interno era presente un cinema.
  • La miniera di Costa del Pino: a 2000 m.  Il cuore del complesso minerario, reso da poco visitabile. All’ingresso si trova la teleferica ancora funzionante, ma non non utilizzata per questioni di sicurezza.
  • Il villaggio Anselmetti: a 1600 metri, poco sopra Cogne. Qui risiedevano i dirigenti, gli alloggi per le famiglie e gli uffici. Al suo interno oggi si trova il centro espositivo Alpinart in cui è possibile ammirare un mostra dedicata alla storia della miniera.

Ad accogliere i visitatori la Statua di Santa Barbara, che come in ogni miniera, è posta all’ingresso; santa a cui affidavano la vita i minatori quotidianamente chiedendole di poter far ritorno dai propri cari. Ci si sposta poi alla Sala dei compressori, il centro energetico della miniera, per giungere alla galleria e prendere il treno che conduce nel cuore della miniera. Lo stesso treno che i minatori prendevano per recarsi al centro operativo della miniera, dove si occupavano dell’estrazione della magnetite.

La storia della Miniera di Cogne è molta antica. Le prime informazioni storiche sullo sfruttamento minerario del sito di Liconi risalgono al 1432 e riguardano un antico atto di vendita in cui si fa riferimento esplicito al ferro estratto da Liconied in cui viene specificata la proprietà vescovile delle miniere e delle officine di Cogne.

La comparsa nel tempo d’imprenditori forestieri nello sfruttamento della miniera non piacque alla popolazione di Cogne che iniziò a rivendicarne i diritti. Gli attriti tra la proprietà vescovile e i “cognein” si concluseronel 1679, quando il vescovo Antoine PhilibertBailly, stanco dei continui scontri con la comunità locale, vendette le miniere al Comune di Cogne per 300 pistole d’oro spagnole.

Seguirono secoli nei quali si alternavano momenti floridi e momenti di poca estrazione. Il Dottor Emmanuel CésarGrappein nei primi anni del 1800prese la direzione della miniera e instaurò una gestione di tipo “comunitario”, in cui l’estrazione, il trasporto e la vendita del minerale erano gestiti da tutta la comunità di Cogne. I “cognein” s’improvvisarono minatori con ritmi di lavoro estenuanti e tecniche arretrate ed altamente pericolose.

Nel 1910 la gestione belga iniziò i lavori di costruzione del villaggio minatori di Colonna (2.425 m. slm, la più alta miniera di ferro d’Europa) che, una volta costruito, ospitava circa 400 operai ed era per l’epoca una struttura all’avanguardia con chiesa, campo da bocce, cinema e addirittura uno dei primi apparecchi di radiografia nell’infermeria.

Nel 1927 il governo fascista nazionalizzò tutte le miniere e fondò la “Società Anonima Nazionale Cogne”. La coltivazione proseguì a pieno regime, sotto varie società, fino al 1968. Fu questo un periodo di grande fermento culturale perché il lavoro in miniera richiamò giovani da tutta Italia, molti dei quali si integrarono bene nella nuova realtà e decisero di rimanere in valle anche dopo la chiusura della miniera.

 

INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI VISITE

  • Consorzio Operatori Turistici Valle di Cogne

0165.74835 – info@cogneturismo.it (in Piazza a Cogne di fronte al Municipio)

  • Cooperativa Mines de Cogne

0165.749665 – info@minesdecogne.com

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