A Firenze in mostra l’arte islamica

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Roma. Firenze è pronta a ospitare l’arte islamica presso l’Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi e il Museo nazionale del Bargello dal 22 giugno al 23 settembre.


Protagonista di questa iniziativa congiunta tra Bargello e Uffizi è dunque l’arte islamica con i suoi straordinari tappeti, i “mesci roba” e vasi “all’azzimina”  ovvero ageminati (tecnica di lavorazione dei metalli per ottenere una decorazione policroma), i vetri smaltati, i cristalli di rocca, gli avori, le ceramiche a lustro: queste ultime in verità provenienti dall’Islam Occidentale, la Spagna, e da noi chiamate majolica dall’ultimo porto di partenza, Majorca.

Per oltre due anni un comitato scientifico internazionale ha lavorato intensamente alla selezione delle opere e al catalogo della mostra, con saggi ricchi di indagini scientifiche e storiche che mettono in chiaro il ruolo importantissimo di Firenze negli scambi interreligiosi e interculturali tra il Quattrocento e il primo Novecento. Secondo Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, “la mostra mette in evidenza non solo gli interessi per la cultura islamica ben radicati già nel collezionismo mediceo, e continuati fino in epoca moderna, ma testimonia anche la fascinazione estetica per l’Oriente che, senza pregiudizi, ha sempre permeato l’arte europea. E inoltre porta alla nostra attenzione l’importanza fondamentale degli scambi commerciali, ma soprattutto intellettuali e umani, nel bacino mediterraneo e oltre, come mezzo di arricchimento e di pace ”.

Per “D’Agostino, il Direttore dei Musei del Bargello, la rassegna è importante non soltanto per capire il ruolo dei Medici e di Firenze nei rapporti con il vicino e lontano Oriente nel Rinascimento e oltre, ma anche per svelare al pubblico il ruolo fondamentale che la città gigliata ebbe alla fine dell’Ottocento negli scambi intellettuali e collezionistici italiani e stranieri nella creazione di nuclei museali di arte islamica e di eccellenza museografica, tra cui quello del Museo Nazionale del Bargello è a tutt’oggi uno dei più importanti in Italia”.

A Firenze si conserva un nucleo importantissimo di arte islamica, quasi 3.300 opere donate nel 1889 dall’antiquario lionese Louis Carrand al Museo Nazionale del Bargello, già allora tra i principali musei d’Europa. La sala islamica al Bargello fu allestita nel 1982 da Marco Spallanzani e da Giovanni Curatola, su impulso di Paola Barocchi e dell’allora direttrice, Giovanna Gaeta Bertelà, che hanno posto il meglio dell’Islam in relazione con Donatello e i capolavori della statuaria del Rinascimento.

La mostra si articola in due sedi espositive: al Bargello viene illustrato un periodo fondamentale di ricerca, collezionismo e allestimenti museali di fine Ottocento e inizio Novecento, con opere della già citata donazione di Carrand e dell’altro grande collezionista inglese, Frederick Stibbert, ma anche dei toscani Stefano Bardini e Giulio Franchetti. In quegli anni Firenze era frequentata da importanti collezionisti, italiani e stranieri, direttori di musei, curatori, conoscitori, tra i quali Wilhelm von Bode e Bernard Berenson, entrambi estimatori anche di arte islamica. È in quel clima culturale, grazie anche alla lungimiranza di grandi direttori del Bargello come Igino Benvenuto Supino, che si formò una delle più importazioni collezioni di arti decorative del mondo: e all’epoca l’Islam non era certo considerato periferico, tutt’altro.

Agli Uffizi, l’altra sede espositiva, sono raccolte le testimonianze artistiche dei contatti fra Oriente e Occidente: le suggestioni (a partire dai caratteri arabi delle aureole della Vergine e di San Giuseppe e dai costumi nell’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano) e i ritratti di sultani della serie gioviana per mano di Cristofano dell’Altissimo.

E ancora gli esemplari preziosi della lavorazione dei metalli, ricercatissimi già dai tempi di Lorenzo il Magnifico, le ceramiche orientali, o quelle ispano-moresche con stemmi nobiliari fiorentini. Stoffe e grandi tappeti provenienti dall’Egitto mamelucco di fine Quattrocento o degli inizi del Cinquecento, entrati molto presto nelle collezioni mediceo-granducali, i vetri, i metalli che hanno influenzato la coeva produzione italiana, e non ultimi gli splendidi manoscritti, fra i quali spiccano le pagine del più antico codice datato (1217) del “Libro dei Re” del persiano Firdusi, posseduto dalla Biblioteca Nazionale, e gli esemplari orientali della Biblioteca Medicea Laurenziana, rari per datazione e provenienza.

Un percorso vario e affascinante attraverso secoli di scambi e contaminazioni culturali, arricchito anche da prestiti provenienti da importanti musei italiani e stranieri. Firenze e l’Islam. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento è la mostra che gli Uffizi e il Bargello hanno organizzato con importanti prestiti internazionali e da altri Istituti del territorio fiorentino (Museo Stibbert, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Museo Bardini e la Villa medicea di Cerreto Guidi dove si trova allestita parte dell’eredità Bardini) che, a loro volta hanno percorsi articolati dedicati all’arte islamica nelle loro sedi museali. Questi Istituti saranno segnalati attraverso una brochure cartacea e in formato digitale, scaricabile dai due siti internet di Uffizi e Bargello, che darà conto della quantità di pregiatissime opere islamiche in tanti musei di Firenze e dintorni. La brochure in italiano e in inglese verrà consegnata a tutti i visitatori della mostra al Bargello e agli Uffizi.

Informazioni:

Islam e Firenze

Arte e collezionismo dai Medici al Novecento

Sedi espositive

Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi

Museo Nazionale del Bargello

Periodo della mostra

22 giugno – 23 settembre 2018

Biglietti:

Biglietto combinato per € 29, ridotto €14.50. Valido tre giorni 

Fonte: Civita

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