Roma: lavori di manutenzione alla Fontana delle Anfore in piazza Testaccio

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Roma.  È stato avviato oggi dalla Sovrintendenza Capitolina un intervento di manutenzione della Fontana delle Anfore. Tutte le superfici a contatto con l’acqua sono scurite dalle patine biologiche mentre l’interno delle vasche è coperto da alghe.


È previsto lo svuotamento e la pulizia di tutte le vasche e vaschette, seguirà l’applicazione localizzata di un prodotto biocida, che sarà lasciato agire per una settimana per essere poi rimosso mediante spazzolatura. Il flusso idrico verrà interrotto e la fontana transennata fino 14 giugno, per garantire l’efficacia dei trattamenti.

L’intervento sarà svolto da restauratori specializzati sotto la supervisione dei tecnici della Sovrintendenza Capitolina, insieme agli operatori del servizio di manutenzione fontane del Dipartimento SIMU (Lavori Pubblici).

La fontana delle Anfore è oggi uno dei monumenti simbolo del Rione. Realizzata dall’architetto Pietro Lombardi (1894-1984), venne inaugurata al centro della piazza Testaccio, allora intitolata a Mastro Giorgio, il 28 ottobre del 1926. Per problemi legati al cedimento del terreno di fondazione, la fontana venne spostata nel 1935 a piazza dell’Emporio, dove rimase fino al suo trasferimento, dopo quasi 80 anni, di nuovo nel luogo di origine, nell’ambito dei lavori di riqualificazione della piazza, promossi da Roma Capitale e inaugurati nel gennaio 2015.

La fontana, pensata con la duplice funzione di monumento e di fontanella, costruita interamente in travertino, è a pianta circolare, sormontata da un alto pinnacolo costituito da una sovrapposizione di anfore. Quest’ultime, riproducono la forma antica dell’anfora da trasporto, alludendo al vicino Monte dei Cocci, collina artificiale di circa 36 metri di altezza, costituita da stratificazioni dei “cocci” delle anfore scaricate dal vicino porto fluviale sul Tevere.

Alla base della fontana, si staccano radialmente quattro vasche allungate che disegnano quattro archi di cerchio, raggiungibili tramite una rampa di cinque scalini concentrici. In cima a ciascuna rampa si trovano coppie di colonnotti collegati alle vasche da barre in ferro ricurve. Sui prospetti è scolpito lo stemma del Popolo Romano coronato da una testa di ariete. Alle testate esterne delle vasche, sagomate ad arco, sono addossati dei bassorilievi raffiguranti ancora delle anfore, dalla cui pancia fuoriescono getti d’acqua potabile, molto utilizzati dagli abitanti del rione.

Fonte: Comune di Roma

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