Nel cuore di Roma si dorme di lusso tra le opere d’arte

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Roma. Svegliarsi con l’opera d’arte di un artista contemporaneo proprio davanti al letto non capita spesso ma non è una novità.


Stiamo parlando degli art hotel che hanno preso piede in molte grandi città. Nel cuore di Roma, però, c’ è chi vuole provare a fare la differenza.

Se non si hanno problemi di conto in banca si possono comprare quadri e sculture della struttura coronando così con un souvenir molto particolare il soggiorno a cinque stelle nella città eterna.

La nuova frontiera del lusso è a due passi da via del Corso, Piazza del Popolo e Piazza di Spagna.

Qui, in via delle Colonnette, sta muovendo i primi passi l’Elizabeth Unique Hotel pensato, progettato e realizzato come una galleria d’arte.

Le opere accolgono gli ospiti fin dall’ingresso e nella reception, li accompagnano lungo i corridoi fino alla dining room, al bar/bistrot, al terrazzo, e infine nelle camere. Coccolare l’ ospite sì, meglio se è un “viaggiatore illuminato”.

E’ l’ obiettivo di Giuseppe Falconieri, Chief Inspiring Officer, il regista dell’operazione messa in campo dalla famiglia Curatella, costruttori lucani alla quarta generazione, da cinque anni nella hotellerie.

Quando nel 2015 si è presentata l’occasione di prendere in affitto duemila metri quadrati (prima utilizzati come uffici) tra primo e secondo piano di Palazzo Pulieri Ginetti, il patron Giovanni Curatella e il figlio Vittorio hanno pensato ad un concept hotel d’ arte facendo marciare la ristrutturazione con la preparazione degli ambienti in cui collocare le opere di pittori e scultori.

Partner e consulente è Fabrizio Russo, alla guida di una tra le gallerie d’arte più antiche e conosciute della Capitale. “L’ investimento ha richiesto 3,5 milioni di euro”, spiega Vittorio.

“I lavori, tra progettazione e ristrutturazione, sono durati un anno. Guardiamo a una clientela certamente abbiente, internazionale, attenta al lifestyle. Con 37 dipendenti mettiamo grande attenzione alla qualità dei servizi e nella ricerca dei fornitori”.

Trentatre le stanze, 27 nell’ hotel e sei nella dependance di fronte. I prezzi? Si va dai 400 euro di una standard ai 1200 per la suite presidential da 140 metri quadrati. L’ ultimo passaggio è l’ apertura del terrazzo di 120 metri quadri che fa da sfondo alla festa per l’ inaugurazione il 7 giugno.

“Vogliamo offrire poche cose fatte bene” – spiega Falconieri -. “Puntiamo molto sulla nostra prima colazione stellata disponibile fino alle 14:30. Il bistrot è aperto fino alle 23 per chi vuole cenare in albergo ma invitiamo i clienti a uscire la sera per scoprire quanto di bello puà offrire Roma. Che senso ha mettersi in competizione con realtà titolate e ristoratori storici? Il nostro è un boutique hotel, anche gli spazi sono particolari, non vogliamo che il cliente resti chiuso in albergo. In camera minibar e caffè sono gratuiti, come incluso nel prezzo è anche il transfert con vettura ncc da o per l’ aeroporto o per la stazione”.

Quanto alle opere d’arte vengono proposte produzioni di artisti con quotazioni che oscillano dai duemila ai ventimila euro.

“Abbiamo cercato l’equilibrio” – spiega Fabrizio Russo -. “Le opere d’arte scandiscono la permanenza dell’ ospite in modo silenzioso e discreto. Gli autori stessi hanno visitato il cantiere per studiare con gli architetti la sistemazione di quadri e istallazioni”.

All’arrivo ecco la cascata di lettere di acciaio di Enrico Benetta; una grande clessidra con caratteri di varia grandezza al posto della sabbia si incontra sulle scale; nel terrazzo spicca il grande fiore Dandelion di acciaio.

Sul soffitto di parte della hall la Vertigine di Alberi di Manuel Felisi, un mosaico di lastre di resina. Nei corridoi, i volti e le figure affascinanti di Giorgio Tentolini realizzati sovrapponendo dieci strati di reti metalliche per creare un gioco suggestivo di ombre e luci.

Più avanti le migliaia di piccole farfalle colorate di Michael Gambino, tagliate una ad una e fissate sulla tela con gli spilli a formare i profili di stati e continenti o scie che spuntano da un libro. E ancora due grandi visioni parigine giorno/notte di Tommaso Ottieri, una istallazione e le composizioni di Veronica Montanino.

Nei soffitti dei corridoi le carte geografiche di Luca Di Luzio e di Gambino. Nelle camere, oltre a tutti i confort a 5 stelle, dipinti e sculture seguono criteri tematici.

“Oggi l’ospite sofisticato desidera e si aspetta momenti irripetibili, straordinari, che non hanno prezzo” – fa notare Falconieri – “è questo il vero criterio che determina il lusso e ne costituisce il marchio di riconoscimento. Il lusso qui non è apparire. Noi ci rivolgiamo a individui non a target di clientela. Crediamo nel fatto che fare profitto non è mai la causa ma l’ effetto di chi persegue la qualita”. 

 

Fonte: Ansa

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