Cosa mangiavano gli antichi romani? Per scoprirlo, appuntamento a Ostia il 23 e il 24 giugno

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Roma. A Ostia il 23 e il 24 giugno in scena i cibi dell’antica in Roma in Habemus in cena.


Due giorni di rappresentazioni per prendere confidenza con il vitto dei romani e gli scambi di ingredienti che solcavano il Mediterraneo nel II secolo d.C..

Senza trascurare le sfumature politiche favorite dalle elargizioni di cereali, olio e vino, efficaci strumenti di organizzazione del consenso e controllo sociale, a disposizione della classe dirigente dell’epoca.

La cerimonia della frumentatio viene messa in scena alle 11.00 e alle 16.00, con dovizia di rievocatori in tuniche storiche impegnati a misurare e distribuire i modii spettanti a festanti masse di cittadini e liberti.

Nel caseggiato di Diana, esemplare condominio della metà del II secolo d.C., riprendono vita le botteghe che ne popolarono il primo piano e il mezzanino: una taverna (popina) per il pasto consumato in strada prima di tentar la fortuna col gioco d’azzardo (alea), una pescheria (piscatoria) e due laboratori, uno per la salsa di pesce (gari officina) e un altro per la fermentazione di malti e luppolo che regalava la birra (cervisiae officina). Chissà quali odori avranno dovuto sopportare gli appartamenti del secondo e del terzo piano di questo condominio, protetti dagli effluvi solo dai balconi sporgenti.

Nel Molino del Silvano, invece, una fiorente azienda della fase imperiale ritrova i suoi panettieri, “certamente aderenti al corpus pistorum, l’associazione dei fornai di Ostia riportata dalle fonti” osserva il direttore del Parco archeologico di Ostia Antica Mariarosaria Barbera. Che aggiunge: “si tratta di un grandioso impianto industriale, testimonianza del netto miglioramento delle condizioni economiche rispetto agli anni della Repubblica: il pane ormai si acquista, non lo si prepara più in ogni casa. In questo Molino si svolgeva l’intero ciclo di produzione, dalla macina del chicco di farro alla vendita, passando per l’impasto da lievitare e infornare. Non dimentichiamo che abbondanti provviste di cereali erano garantite dagli enormi magazzini di Ostia, continuamente riforniti dal mare, da quando la prima colonia romana è diventata il principale scalo commerciale dell’intero Mediterraneo”.

Compito dei rievocatori dell’Associazione culturale Suadela  svelare ogni segreto legato alla produzione e al consumo del pane: avvalendosi di una macina azionabile, identica a quelle originali in pietra -una dozzina quelle conservate nel Mulino del Silvano- che un animale bendato o uno schiavo faceva ruotare mentre una tramoggia in legno versava granaglie nel cono alla sommità del macchinario.

Alle 12.00 e alle 17.00 i rievocatori si siederanno finalmente a tavola: il banchetto conviviale ben si presta a illustrare l’ordine delle portate e la gerarchia delle stoviglie, “tante, comode e belle nelle fogge e nei colori anche duemila anni fa” riflette Mariarosaria Barbera. “Il banchetto si svolgerà nella Domus della Fortuna Annonaria, una ricca dimora risalente al II secolo, celebre per il peristilio colonnato e per il ritrovamento della Venere Doidalsas esposta all’interno del Museo Ostiense”.

Tutte le attività si avvalgono di allestimenti e manufatti storici, ricostruiti a scopo divulgativo;  due dozzine di rievocatori, rigorosamente in abiti storici, si concederanno volentieri ai turisti per illustrare gli aspetti della vita quotidiana dei nostri avi provenienti dalle città che ancora circondano il Mediterraneo.

OStiensia è un’iniziativa offerta gratuitamente ai visitatori di Ostia Antica, dal parco archeologico di Ostia Antica, in collaborazione con l’Associazione culturale Suadela.

A partire dalle ore 9.00 e fino alle 18.00, ecco i luoghi e le relative offerte rievocative:

Foro – La Frumentatio: Scena della distribuzione della farina alla popolazione secondo rigide modalità di assegnazione e misurazione in base al censo.

 

Molino del Silvano – La produzione del Pane. Il processo di panificazione e di vendita del pane e di altri prodotti farinacei.

 

Caseggiato di Diana angolo via dei Balconi – La cucina di strada. Viene ricostruito una popina, la tipica locanda dell’epoca, con la mescita delle bevande, la consumazione dei cibi unita alle attività ludiche e di intrattenimento.

 

Caseggiato di Diana – La produzione della birra. All’interno di uno dei locali che si affacciano sulla strada ,è presentata la didattica sulla produzione della birra, bevanda presente soprattutto in ambito provinciale, ma che ad Ostia veniva importata dall’Egitto e dalla Gallia e consumata.

 

Via di Diana – La produzione del garum. La produzione del garum, nota salsa di pesce, è riproposta con la ricostruzione delle tecniche di produzione e con la descrizione delle varie tipologie.

 

Via di Diana – Taberna dei pescivendoli. La pesca dei prodotti ittici in voga in epoca romana saranno oggetto della didattica ospitata in uno degli ambienti che si affacciano su via di Diana.

Domus della Fortuna Annonaria – Il banchetto. È proposta la ricostruzione di un banchetto dove verranno spiegate la successione delle portate, le regole che vigevano in ordine alla disposizione dei commensali, i cibi che normalmente venivano serviti con l’allestimento di ceramica da mensa.

Fonte: Parco Archeologico di Ostia Antica

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