Nuova era con Sánchez in Spagna: il governo spagnolo è delle donne

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Il nuovo Governo di Pedro Sánchez, Spagna

Emerge il governo con più donne alla guida dei ministeri del Paese grazie a Sánchez. Altri cambiamenti sono in programma nel Partito Popolare.  

Inizia una nuova era di governo in Spagna con il socialista Pedro Sánchez. Dopo sette anni di governo del principale partito di centro-destra spagnolo, il PSOE torna al potere grazie alla vittoria della mozione di sfiducia di Sánchez, a capo del partito, a Mariano Rajoy

Per la prima volta nella storia spagnola, si tratta di un governo composto a maggioranza femminile con undici donne ministre e solo sei uomini (più il premier). Le donne sono anche alla guida di alcuni dei più importanti ministeri, come Dolores Delgado alla Giustizia, María Jesús Montero alle Finanze, o la vice Carmen Calvo, anche a capo del Ministero dell’Uguaglianza e delle Relazioni con il Parlamento. 

Nessun altro Paese europeo ha un predominio così elevato di ministeri guidati da donne. L’altra novità dell’esecutivo di Sánchez è stata l’inserimento di due ministri gay nel team: il giudice Fernando Grande Marlaska e lo scrittore e giornalista Màxim Huerta. 

Il premier e la sua squadra hanno prestato giuramento il 2 giugno a Zarzuela innanzi a Re Felipe VI. È stata un giuramento diverso dal solito, dato che per la prima volta è stata una cerimonia completamente laica senza simboli religiosi (né Bibbia né crocefisso). 

I ministri nominati da Sánchez sono: 

  • Carmen Calvo, vicepresidente e ministra dell’Uguaglianza e delle Relazioni con il Parlamento
  • Carmen Montón, ministra della Sanità, dei Consumi e della Previdenza sociale
  • Dolores Delgado, ministra della Giustizia
  • Fernando Grande-Marlaska, ministro degli Interni
  • Isabel Celaá, ministra dell’Istruzione e della formazione professionale e portavoce del governo
  • José Luis Ábalos, ministro dello Sviluppo
  • Josep Borrell, ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione
  • Luis Planas, ministro dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione
  • Magdalena Valerio, ministra di Lavoro, Immigrazione e Sicurezza sociale
  • Margarita Robles, ministra della Difesa
  • María Jesús Montero, ministra delle Finanze
  • Màxim Huerta, ministro della Cultura e dello Sport
  • Meritxell Batet, ministra della Politica territoriale e della Funzione pubblica
  • Nadia Calvino, ministra dell’Economia e delle Imprese
  • Teresa Ribera, ministra della Transizione ecologica
  • Pedro Duque, ministro della Scienza, dell’Innovazione e delle Università
  • Reyes Maroto, ministra dell’Industria, del Commercio e del Turismo

L’opinione pubblica spagnola sul nuovo governo è prevalentemente positiva, sia per il predominio femminile che per l’esperienza della maggior parte dei suoi ministri. Ancora non è chiaro quanto durerà, ma durante la discussione sulla mozione di sfiducia Sánchez ha promesso elezioni anticipate.  

Il futuro del Partito Popolare

La creazione del nuovo esecutivo arriva dopo la mozione di sfiducia a Mariano Rajoy, presentata a fine maggio dall’attuale presidente dopo la sentenza del caso Gürtel, alla quale si sono aggiunti altri partiti, tra cui Podemos, Izquierda Unida, ERC, PDeCAT e PNV (con 180 voti a favore). L’ex presidente spagnolo ha anche annunciato le sue dimissioni come dirigente del PP e come politico ed ha convocato un congresso straordinario per i giorni 20 e 21 luglio per eleggere il suo successore. 

Ora tutta l’attenzione è sui tre possibili candidati alla presidenza del partito: la segretaria generale del partito, María Dolores de Cospedal, l’ex vicepresidenta del Governo, Soraya Sáez de Santamaría ed il presidente della Xunta de Galicia, Alberto Núñez Feijóo

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