Domenica da bollettino rosso, c’è il caldo africano in città

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Oggi, domenica 15 luglio, si toccheranno i 36 gradi a Roma e Firenze, grazie al colosso africano. Ma già dal pomeriggio il maltempo proveniente dalla Francia e diretto verso la Croazia (non a caso le due finaliste dei mondiali di calcio), scalzerà il gigante africano con i primi temporali e nubifragi sull’arco alpino, in locale estensione all’astigiano, il torinese, l’alessandrino e il pavese.


L’ondata di calore, iniziata venerdì, ha colpito tutta Italia, in particolar modo i grandi centri abitati e le Isole.

La colonnina del mercurio è salita praticamente ovunque sopra i 30 gradi, raggiungendo anche i 40 gradi a Palermo, dove, insieme a Cagliari, si sono registrati i maggiori disagi, con il 118 chiamato più volte in azione.

Il capoluogo sardo è tra le 8 città per le quali il ministero della Salute ha segnalato l’allerta arancione, che indica temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare nelle fasce a rischio.

Ma è una giornata da bollino rosso per tutta la Sardegna: la Protezione civile, infatti, proprio per le altre temperature, ha emesso un bollettino per alto rischio di incendi. La temperatura record si registra nella zona di Carbonia con oltre 36 gradi seguita da Sassari con 35 e nel resto della regione non si va sotto i 30.

Per la giornata di oggi, la situazione non dovrebbe migliorare molto, con “l’Anticiclone Nordafricano continuerà a determinare tempo soleggiato e molto caldo soprattutto al Centro-Sud dove le temperature potranno toccare localmente valori prossimi a 40 gradi sulle isole maggiori e intorno a 35 gradi nelle zone interne peninsulari”, spiegano gli esperti di meteo.it.

Una perturbazione si affaccerà però sulla penisola lunedì portando con sé un deciso cambiamento del tempo, prima sulle regioni settentrionali, con temporali diffusi, e poi in quelle centro-meridionali.

Si chiuderà così questa ondata di calore che sembra confermare le stime di Coldiretti, che indicano il 2018, almeno quello visto sinora, come il terzo anno più caldo dal 1800, data di inizio delle rilevazioni. Con una tendenza costante all’aumento delle temperature, visto che nella top ten degli anni più caldi l’unico prima del 2000 è il 1994, che si pone comunque in coda alla classifica.

 

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