Isole Baleari: viaggio nella terra dei mulini a vento

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Resi celebri anche grazie al famoso romanzo Don Chisciotte de la Mancha, i mulini a vento rappresentano un vero patrimonio culturale delle Isole Baleari, testimoni di un tempo passato e tra i più antichi a livello nazionale.

L’arcipelago delle Isole Baleari è ricco di mulini a vento che hanno resistito allo scorrere dei secoli e che un tempo erano fonte di energia e di sostegno per gli abitanti di queste incantevoli isole.

Al giorno d’oggi, non più in funzione, formano parte del patrimonio culturale e paesaggistico di Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera e costituiscono una delle principali attrazioni per i turisti in visita.
    
Avventurandosi su queste isole si potranno incontrare tre tipologie di mulini a vento:

  • per la macina: il più antico risale al 1262 e comunemente si compongono di una torre cilindrica di circa 7-8 metri con un muro di un metro di spessore, fatti di pietra o intonaco di calce e sabbia e all’interno presentano una scala a chiocciola che collega la zona inferiore dove si trovano gli ex magazzini ed una parte superiore dove un tetto mobile orienta le pale del mulino.
     
  • ad acqua: introdotti nel XIX secolo, si caratterizzano per la presenza di una torre circolare o quadrata di 5-6 metri di altezza costruita al di sopra di un pozzo d’acqua mentre all’interno si trovava una pompa che versava l’acqua in un contenitore adiacente. Nell’isola di Maiorca si calcola ce ne fossero più 4000 e al giorno d’oggi più dell’80% sono ancora visibili e rappresentano un elemento imprescindibile del paesaggio culturale della Serra de Tramuntana, dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 2011 dall’UNESCO.
     
  • a trazione animale (“de sangre”): risalenti al XIV secolo, impiegavano la forza di un asino che girando attorno al mulino azionava il meccanismo della macina per trasformare il grano in farina.       
    I mulini sono ormai divenuti il simbolo di ciascuna isola ed ecco di seguito quelli da non perdere.

Maiorca

Dalla linea elegante, i più simbolici tra i mulini presenti sull’isola di Maiorca sono quelli che venivano utilizzati per l’estrazione del’acqua con le loro “frecce” e utilizzati per pompare l’acqua in un “sofret” o serbatoio e ancora oggi se ne possono contare circa 2500.

Particolarmente interessanti sono i mulini di Pla de Sant Jordi, un’area nella quale se ne possono incontrare ben 650! Meritano di essere visti anche quelli del complesso storico nel quartiere Jonquet di Palma (Beni di Interesse Culturale), i mulini della calle Industria di Palma(Complesso storico-artistico), l’area compresa tra le calles Indústria, Fàtima, Borguny e Antic(Beni di Interesse Culturale), il Mulino di Santa Ponça de Calvià (avviata la richiesta per il riconoscimento di monumento storico e artistico e dichiarato Bene di interesse culturale) e il complesso storico dei mulini di Búger. Da parte sua, il Consell de Mallorca ha restaurato sei dei suoi mulini: des Fraret (Montuïri), de Fraret (Manacor), Son Gornals (Porreres), Can Garra Seca (Llucmajor), Nofre (Montuïri), y d’en Sopa (Manacor). In questo modo Maiorca è stata inclusa nell’itinerario dei mulini a vento dell’Euroregione e del quale fanno parte le Isole Baleari, Catalunia, Linguadoca, Rousellon-Midi-Pirenei.
 
Minorca

È stata la prima delle Isole Baleari ad aver introdotto i mulini a vento ed oggi se ne contano circa 42, trenta dei quali in perfetto stato di conservazione. Non ci sono dubbi, il mulino da non perdere sull’isola di Minorca è il Molí de Dalt, risalente al 1762 e al cui interno si trova un museo etnologico con attrezzi da lavoro che venivano utilizzati nei campi in quell’epoca. Ma tra tutti i mulini di Minorca, quello meglio conservato nel corso dei secoli è il Molí des Comte di Ciutadella, costruito nel 1778 e utilizzato per macinare il grano con cui ottenere la farina. Infine, vale la pena dedicare del tempo anche al Molí de Baix, nel comune di Sant Lluís riqualificato nel 2015 e utilizzato oggi come spazio per i giovani.
 
Ibiza

Nel paesino di Sant Antoni e più precisamente nel  complesso di grande valore storico sa Punta des Molí inaugurato nel 1999, si trova un mulino centenario davvero particolare.

Una sala dedicata alle mostre, un antico frantoio e un auditorio sono elementi che permetteranno ai visitatori di saperne di più non solo del suo utilizzo passato, ma danno anche una visione più ampia di quelle che erano la vita e le tradizioni sull’isola durante il XX secolo. A Puig d’en Valls, risalente al 1971, si trova un altro mulino a vento – l’unico dell’isola che può essere visitato e che presenta intatti i meccanismi interni. Rimasto in funzione fino al 1940, nel 1992 venne acquisito dal Consell Insular de Eivissa che ne restaurò le mura, le pale e i macchinari che si trovavano all’interno.

Formentera

A Formentera, conosciuta anche come “terra del frumento” (un tempo era chiamata Frumentaria), i mulini venivano utilizzati per la trasformazione del grano in farina e il loro color bianco, grandi pale rustiche e in legno non passano certo inosservate. In particolare, si caratterizzavano per la presenza di tre piani: il più alto destinato ai macchinari ed alle macine, l’intermedio per la raccolta della farina, e il piano più basso adibito a magazzino.

Il tetto, conico, era mobile per direzionare al meglio le pale secondo il vento. Sull’Isla Blanca ne sono stati costruiti ben sette e oggi a Sant Francesc Xavier, il mulino d’en Teuet (1760) è considerato il più antico.

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