La Regione Veneto ha presentato ieri la candidatura delle Dolomiti per le Olimpiadi invernali 2026

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Roma. Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha presentato lo scorso 4 luglio a Roma al sottosegretario allo sport, Giancarlo Giorgetti, e al presidente del CONI, Giovanni Malagò, lo studio di fattibilità che accompagna la candidatura di Cortina a ospitare i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali del 2026.


Il presidente Zaia ha voluto elencare con precisione i principali punti di forza della proposta di Cortina e delle Dolomiti:

  • L’unica, sincera e autentica candidatura della montagna, di luoghi nei quali le discipline sulla neve e sul ghiaccio sono nate e si praticano naturalmente: qui le Olimpiadi verrebbero celebrate nel più grande hub degli sport invernali d’Europa;
  • Cortina e le Dolomiti, patrimonio Unesco, sono riconosciute a livello mondiale come uno straordinario patrimonio paesaggistico e culturale e sono la testimonianza più suadente della bellezza delle “terre alte”: una candidatura, quindi, competitiva non solo in Italia ma anche a livello internazionale;
  • il nostro masterplan si ispira a principi di economicità e di fruizione nel tempo delle risorse messe in gioco: sono previsti investimenti per 380 milioni di euro che porteranno negli anni a seguire benefici all’intera area per 10 miliardi di euro;
  • è un’iniziativa che unisce Veneto e Trentino Alto Adige, territori con una grande esperienza nell’organizzazione di questo genere di appuntamenti, che già dispongono di team preparati che possono assicurare un risparmio in termini economici e gestionali;
  • il progetto sarà oggetto di una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ex-ante e certificati ISO 20121 e sarà assolutamente sostenibile sotto ogni punto di vista, rispettoso dell’ambiente, in grado mettere a frutto l’abbrivio dei mondiali di sci del 2021, già assegnati a Cortina;
  • nessuna nuova struttura permanente verrà costruita ad hoc per i Giochi e ben sette discipline sportive saranno ospitate nella città Olimpica: un record per le sedi invernali dal 1998; inoltre, si prevede che a Cortina ci si possa muovere tranquillamente a piedi tra il villaggio olimpico e gli impianti che ospiteranno le gare;
  • le strutture del villaggio olimpico di Socol saranno riutilizzate per fini di  Protezione Civile come abitazioni di emergenza in caso di catastrofi naturali o per altre necessità logistico operative legate a emergenze abitative;
  • la bandiera a cinque cerchi tornerebbe a sventolare a Cortina esattamente settant’anni dopo la celebrazione dei primi Giochi Olimpici invernali italiani del 1956.

 

Ma è anche una candidatura voluta e sostenuta dal territorio, dalle comunità e dagli Enti che le rappresentano – ha evidenziato Zaia a Giorgetti e Malagò –. In Veneto e Trentino Alto Adige siamo compatti nel volere le Olimpiadi del 2026 e per noi questo non sarebbe un evento come tanti altri: sarebbe l’evento, al quale lavoreremmo con attenzione e lungimiranza, consapevoli dell’opportunità sul piano sociale ed economico rappresentata dagli investimenti in queste aree di montagna. Possiamo dire lo stesso per gli altri due competitor metropolitani?

Fonte: da una nota stampa della Regione Veneto

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