Roma, Ponte Milvio: luogo di culto per i cristiani?

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Roma. La città eterna restituisce un altro squarcio prezioso del suo passato archeologico, una stratigrafia che dal I arriva al IV secolo dopo Cristo, nella suggestiva cornice del fiume Tevere, lungo via Capoprati in prossimità di Ponte Milvio.


Le strutture antiche sono venute alla luce lo scorso autunno durante gli scavi di archeologia preventiva della Soprintendenza Speciale di Roma per i lavori di Areti sui sottoservizi della rete elettrica Acea.

Diretto da Marina Piranomonte, lo scavo, interrotto per ragioni climatiche durante l’inverno e ripreso un mese fa anche grazie a un finanziamento della Soprintendenza, ha rivelato costruzioni del I – II secolo d.C., probabilmente a uso commerciale vista la presenza del fiume. Sopra queste, tra III e IV secolo, è stato edificato un complesso che si caratterizza per le ricche decorazioni marmoree e per la presenza di sepolture.

I quattro ambienti che formano questo complesso e la vicina area sepolcrale si sono rivelati di difficile interpretazione, un vero enigma archeologico sulle rive del Tevere a pochi passi da Ponte Milvio e dal tracciato delle antiche via Cassia e Flaminia, che proprio li si biforcavano.

Tra le ipotesi al vaglio della Soprintendenza Speciale di Roma è che si possa trattare di una ricca villa suburbana oppure di un luogo di culto cristiano, con annessi mausolei. Solo le prossime analisi sui materiali di scavo e le ricerche sulle fonti d’archivio potranno confermarci questa ipotesi.

Fonte: Soprintendenza Speciale di Roma

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