Un on the road in Sudafrica per il centenario di Mandela

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Quello di Nelson Mandela è un nome diventato leggenda. Di chi ha sconfitto l’apartheid e guidato da leader il paese sudafricano distinguendosi come uno tra i più grandi statisti al mondo. 


Il 18 luglio di cent’anni fa nasceva a Mvezo, piccolo villaggio del sud est del Sudafrica, Nelson Mandela, attivista anti-apartheid e primo presidente nero del Paese.

Per commemorare il centenario della nascita dell’amato ex presidente è previsto da Città del Capo a Soweto, da Johannesburg a Pretoria un ricco calendario di appuntamenti, feste, mostre, concerti, manifestazioni, parate e l’inaugurazione di 27 nuovi percorsi turistici, uno per ogni anno che Madiba, come amava chiamarlo il suo popolo bantù, passò in prigione per il suo impegno civile.

Chi era Mandela

Mandela, il cui nome completo è Nelson Rolihlahla (“attaccabrighe” in lingua xhosa), nato il 18 luglio 1918 a Mvezi in un piccolo villaggio nel sudest del Sudafrica, lottò tutta la vita per liberare i neri dalla schiavitù dell’apartheid, dalla segregazione razziale che il governo sudafricano aveva legalizzato dal 1949.

Trascorse 27 anni in prigione, dal 1963 al 1990, dove continuò a sostenere l’African National Congress, partito anti-apartheid. Per poi essere liberato soltanto l’11 febbraio 1990, giorno in cui tenne un memorabile discorso dalla City Hall di Città del Capo, quando rivelò di rinunciare alla violenza per un processo di riconciliazione e di pacificazione del suo popolo.

Quattro anni dopo venne eletto presidente del Sudafrica, il primo nero nella storia. Carica che ricoprì fino al 1999, ricevendo in seguito il premio Nobel per la Pace.

Scomparve nel dicembre del 2013, diventando un’icona mondiale di libertà, pace e democrazia.

L’itinerario per le celebrazioni

Approfittando delle celebrazioni per il centenario, ecco qua l’itinerario alla scoperta dei luoghi che segnarono la storia di Mandela, proposto dal South African Tourism in collaborazione con la fondazione Nelson Mandela. 

Questo tour map è uno dei 27 percorsi realizzati dall’app Madiba’s Journey, ricca mappa turistica utile e personalizzata che si può trovare su App Store e Google Play, anche in versione italiana. 

Si parte da Città del Capo, punta estrema del Paese nonché capitale legislativa. Per molto, la capitale è stata l’approdo naturale di molte navi dirette alle Indie e fu proprio qui che gli olandesi vi si insediarono nel 1652.

Dominata dall’imponente Table Mountain, la città offre spettacolari spiagge bianche e il celebre Capo di Buona Speranza, riserva naturale con una quarantina di chilometri di costa con vedute mozzafiato.

Di fronte alla città si trova Robben Island, “l’isola delle foche”, dove Mandela trascorse 18 anni della sua prigionia. L’isola è oggi patrimonio Unesco e si visita in un pomeriggio, partendo con un traghetto dal Victoria & Alfred Waterfront di Cape Town.

Oltre ad ammirare le bellezze naturali dell’isola, i visitatori hanno anche la possibilità di entrare negli austeri edifici del carcere, oggi trasformato in un museo in memoria del celebre prigioniero.

Noleggiando un’auto si risale la costa per 800 chilometri con vista sull’oceano sulla Garden Route, strada panoramica bellissima che attraversa vigneti, colline e spiagge mozzafiato.

Giunti a Port Elisabeth si entra nella Donkin Reserve per visitare “Voting Line”, una gigantesca scultura metallica lunga 38 metri, che raffigura il popolo sudafricano che si tiene per mano, con Madiba che guida il gruppo col pugno alzato, in segno di vittoria, durante le prime elezioni libere del 1994.

Proseguendo lungo la costa si arriva a Durban, grande città portuale del KwaZulu Natal dove convivono varie etnie e l’atmosfera è molto rilassata. Qui chi ama l’oceanografia, non deve assolutamente perdersi l’UShaka Marine Worldl, un grande parco acquatico con acquario e un ristorante panoramico che si affaccia direttamente sull’oceano.

Subito dopo Durban, è il turno di Howick, lì dove sorge il “Capture Site”. Si tratta di un altro luogo importante per Mandela, in quanto fu qui dove la polizia lo arrestò per la prima volta.

Oggi una gigantesca scultura realizzata da Marco Cianfanelli ricorda l’evento: è un’opera composta da 50 barre di acciaio alte 9 metri che compongono il volto di Mandela; da lontano appare un uomo sorridente che scruta l’orizzonte.

Viaggiando ancora per altri 400 chilometri si arriva a Johannesburg, la città più popolosa del Sudafrica, sede dell’Apartheid Museum, il più importante museo al mondo sulla storia della separazione tra bianchi e neri imposta per legge.

In città è possibile entrare anche nella prigione di Constitution Hill dove Mandela venne imprigionato nel 1956 assieme a molti altri dissidenti politici; meritano una visita anche la statua in bronzo di Mandela e il ponte Nelson Mandela, capolavoro dell’architettura moderna e simbolo della città.

Nella vasta area metropolitana di Johannesburg sorge Soweto, enorme bidonville in cui vivono nove etnie diverse e famosa per gli scontri tragici del 1976 tra la polizia e gli studenti neri che protestavano contro la politica segregazionista del Paese.

Proprio a Soweto, al civico 8115 di Vilakazi Orlando West si trova la casa in cui Mandela visse per 14 anni con la moglie Winnie e i suoi due figli dalla fine degli anni Quaranta; oggi è un museo della memoria.

Madiba morì esattamente qui, a Johannesburg, nel 2013. Ciò nonostante, il nostro viaggio terminerà a Pretoria, capitale amministrativa del Sudafrica, dove all’Union Buildings si trova la statua, alta 9 metri, raffigurante Mandela a braccia aperte in segno di riconciliazione.

 

 

Per maggiori informazioni: www.southafrica.net

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