Crollo ponte Morandi, documenti ora in mano alla Finanza

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La Guardia di Finanza è al lavoro al ministero dei Trasporti per trovare e sequestrare una serie di documenti relativi al ponte Morandi di Genova, crollato due settimane fa provocando la morte di 43 persone.


Il sequestro di documenti è stato chiesto dalla Procura di Genova, e tra essi compare anche la relazione del progettista in cui si diceva stupito del degrado dei materiali.

La lettera pubblicata da L’Espresso

Intanto ieri l’Espresso ha anticipato una lettera, datata 28 febbraio 2018, nella quale il direttore delle manutenzioni di Autostrade, Michele Donferri Mitelli, metteva in guardia il Ministero e il Provveditorato sui rischi per la sicurezza legati al ritardo dell’approvazione del progetto esecutivo di rinforzo del ponte. In particolare si chiedeva di accelerare l’iter proprio per garantire “l’incremento di sicurezza necessario sul viadotto Polcevera”.

La nota di Autostrade per l’Italia

La lettera inviata al ministero delle Infrastrutture dalla società autostrade, resa nota dall’Espresso, non era “d’allarme” ma serviva a sollecitare l’approvazione del progetto – puntualizza poi la società – di miglioramento del viadotto Polcevera. E’ quanto sottolinea in una nota la Società Autostrade definendo fuorviante un’interpretazione allarmistica.

“In relazione alla lettera pubblicata da L’Espresso, Autostrade per l’Italia evidenzia che si tratta di una ordinaria comunicazione con cui la competente direzione del Ministero delle Infrastrutture viene sollecitata per l’approvazione del progetto di miglioramento delle caratteristiche strutturali del viadotto Polcevera, per il quale era già stato prodotto il parere favorevole da parte del Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche, tenuto conto che il tempo di approvazione da parte del Ministero si stava protraendo oltre il termine dei 90 giorni.

Il progetto aveva l’obiettivo di migliorare la vita utile dell’infrastruttura. Risulta, quindi, assolutamente fuorviante e non veritiera l’interpretazione del settimanale secondo cui si sarebbe trattato di una “lettera d’allarme” che metteva in guardia sulla “non sicurezza” del viadotto”.

Focus sui materiali prelevati dalla Finanza

Tra i documenti acquisiti dalla Gdf, c’è anche la relazione degli anni ’80 dello stesso progettista Riccardo Morandi in cui si diceva stupito del degrado dei materiali: “E’ uno dei documenti presi dai consulenti tecnici”– ha confermato il procuratore Francesco Cozzi -.

“E’ una relazione corposa che sarà anche utile per mettere un punto nello spazio e nel tempo dell’esame della struttura”.

Gli altri incartamenti prelevati “riguardano tutto il piano degli interventi fatti di manutenzione ordinaria e straordinaria nel tempo e quindi si cerca di ricostruire tutto il quadro”, ha concluso Cozzi.

La dichiarazione del ministro Toninelli

“Sono ben felice che si faccia chiarezza su quanto successo in passato. Il Ministero delle infrastrutture e trasporti è a totale disposizione delle autorità che stanno indagando sul crollo del Ponte Morandi. Buon lavoro a Gdf e magistrati”.

Lo scrive il ministro dei trasporti Danilo Toninelli su twitter.

Intesa pronta a cancellare i mutui 

Intesa Sanpaolo è “pronta a cancellare i mutui nella zona rossa colpita dal crollo del ponte Morandi e a supportare con altri interventi le famiglie e le imprese della zona rossa”. Lo comunica lo stesso istituto di credito che ha stanziato un plafond di 4,5 milioni per la ”remissione unilaterale dei mutui prima casa degli immobili che verranno dichiarati inagibili”.

Tra le ipotesi bolla d’aria dentro il tirante

Una bolla d’aria all’interno del tirante di calcestruzzo che avrebbe corroso e arrugginito i cavi di acciaio all’interno dello strallo.

E’ il primo scenario, come riportato da Repubblica, che i consulenti della procura di Genova ipotizzano come una delle possibili cause del crollo. Il difetto sarebbe sorto durante la fase di “iniezione” del cemento che ingloba i trefoli, i cavi in acciaio.

Le indagini dei magistrati si sono sin da subito orientate sul cedimento degli stralli, i tiranti di calcestruzzo. Inoltre, secondo le prime ricostruzioni, il lato che cede per primo è quello a sud. E già negli anni ’80, lo stesso ingegnere Riccardo Morandi, in uno studio commissionato da Autostrade, aveva sottolineato corrosioni più sul lato mare che su quello monti. Una degradazione, scriveva Morandi, “più rapida di quello che ci si potesse aspettare”.

 

Tra le fonti: Ansa, Autostrade per l’Italia e Dire Agenzia

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