Metti un’estate a Sperlonga, gioiello del Circeo

Print Friendly, PDF & Email

Storia, arte, mare e tradizione: tutto concentrato a Sperlonga, antico borgo del Lazio, in provincia di Latina, che affonda le sue radici nel mito, nell’antica grotta-ninfeo di Tiberio.


Le origine di Sperlonga risalgono alle antiche leggende greche legate al mito di Ulisse. Le sue grotte naturali (speluncae in latino) erano infatti solite accogliere le flessuose ninfe del mare.

La più bella di queste si chiamava Sperlonga, come l’antro che abitava, e, narra Esiodo, aveva fatto perdere la testa a Giove. Una notte, sotto forma di infuocato meteorite, il dio discese sulla terra e mentre la ninfa stava risposando sulla spiaggia atterrò tra le sue gambe. Fu così, che dal terremoto suscitato da questo mitico amplesso, nacquero le abbaglianti falesie di Sperlonga.

Sperlonga è un borgo marinaro, facente parte del Parco del Circeo e posizionato a metà strada tra Napoli e Roma.

Dalla capitale è raggiungibile in sole due ore di macchina e offre ai suoi visitatori non soltanto una visita al proprio borgo ma anche bellissime spiagge sottostanti per un soggiorno estivo all’insegna del mare e del relax.

Il borgo si trova arroccato in cima a uno sperone roccioso, con gli intonaci bianchi di calce, archi, scalette e viuzze che si aprono e si nascondono fino a scivolare al mare.

I vicoli sono stretti, le scalinate lunghissime per rendere più disagevoli le incursioni dei predoni del mare. Infatti fu a causa delle scorrerie saraceno, se i pescatori di Sperlonga decisero di arroccare e di dipingere di bianco le loro case per abbacinare i corsari, già provati dai lunghi viaggi in mare.

Nel Medioevo Sperlonga era un castello chiuso da una cinta muraria, nella quale si aprivano due porte che oggi sono le testimonianze superstiti dell’epoca medievale: la Portella (o Porta Carrese) e Porta Marina, la principale via d’accesso al paese.

Invece, delle torri di avvistamento, che avevano lo scopo di segnalare l’arrivo dei pirati saraceni, ne sono rimaste tre: torre Truglia, torre Capovento e torre del Nibbio.

Tra le cose da vedere del borgo, meritano una visita l’antichissima chiesa di Santa Maria di Spelonca, costruita nei primi anni del XII secolo, la chiesa di San Rocco, risalente invece al XV secolo, e palazzo Sabella, il più antico e importante del borgo, temporanea residenza nel 1379 dell’antipapa Clemente VII, con facciata rifatta nel ‘500.

Da non perdere poi anche l’antro di Tiberio, una grotta ricavata in una villa romana che si dice appartenesse all’imperatore. La residenza si sviluppava per oltre 300 m e comprendeva un impianto termale e una piscina collegata a vasche destinate all’itticoltura. Internamente, l’antro era decorato con marmi e mosaici in tessere di vetro e arredato con i gruppi marmorei delle imprese di Ulisse, conservati al Museo Archeologico.

Gli amanti del trekking, poi, possono recarsi al vicinissimo Parco Nazionale del Circeo, uno degli habitat costieri più incontaminati, ricco di una folta macchia mediterranea e di dune alte fino a 20 metri.

 

Ulteriori informazioni al sito: www.sperlongaturismo.it

Potrebbe interessare:

Bagni d’acqua dolce sull’Appennino Tosco-Emiliano
Un’estate in Serbia per gli amanti dell’avventura
Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti