Venezia: il 2019 sarà l’anno di Peggy Guggenheim

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E’ sotto il segno di Peggy Guggenheim, a 40 anni dalla morte, l’attività espositiva per il 2019 della Collezione dedicata alla collezionista-mecenate statunitense trasferitasi a Venezia nel 1948.


“Peggy Guggenheim. L’ultima Dogaressa”, a cura di Karole Vail, con Grazina Subelyte, dal 21 settembre al 27 gennaio 2020, celebra la vita veneziana della collezionista, rivelando come abbia continuato ad accrescere con opere d’arte la propria raccolta dopo la partenza da New York, la chiusura della galleria-museo Art of This Century (1942-47) e il trasferimento a Venezia.

In mostra, dipinti, sculture e opere su carta selezionate tra quelle acquisite tra la fine degli anni quaranta e il 1979, anno della scomparsa di Peggy. In evidenza anche le mostre e gli eventi da lei organizzati o ai quali partecipa.

A fianco di opere conosciute, come L’impero della luce (1953-54) di René Magritte, ci saranno lavori raramente esposti, di artisti come René Brô, Gwyther Irwin e Grace Hartigan, oltre che da pittori di origine giapponese come Kenzo Okada e Tomonori Toyofuku, che dimostrano l’interesse della mecenate per l’arte creata oltre le frontiere dell’Europa e degli Stati Uniti.

Dal 15 febbraio al 15 maggio 2020, sempre a cura di Karole Vail, la mostra “Migrating objects” esamina l’interesse mostrato da Peggy negli anni ’50 e ’60 per le arti dell’Africa, dell’Oceania e delle Americhe.

In quegli anni acquista opere di artisti appartenenti a culture di tutto il mondo, incluse sculture di inizio Novecento provenienti dal Mali, dalla Costa d’Avorio e dalla Nuova Guinea, e opere delle antiche culture del Messico e del Perù. In esposizione, sono affiancate a opere europee sempre della sua collezione.

A fare da “apri strada” alle due rassegne centrate su Peggy, nella prima metà del prossimo anno altri due appuntamenti. Dal 26 gennaio fino al 18 marzo, una mostra sarà dedicata all’arte europea e americana del dopoguerra, attraverso una ottantina di opere raccolte dai coniugi Schulhof, che grazie a un lascito si sono aggiunte alle collezioni della Fondazione Solomon R.

Guggenheim. A seguire, una dedicata alla produzione dell’artista franco-tedesco Jean Arp, dal 13 aprile al 2 settembre. Arp (1886-1966), tra i fondatori del movimento Dada e pioniere dell’astrazione, sviluppò un vocabolario di forme organiche che si muovono tra l’astrazione e la rappresentazione. La rassegna è organizzata dal Nasher Sculpture Center di Dallas, prima sede espositiva della mostra.​

 

Fonte: Ansa

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