L’inverno nell’arte: le 5 tele più famose

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L’inverno nell’arte: ecco i paesaggi innevati e colori freddi sulle tele di 5 grandi artisti, entrati nell’immaginario comune.


“Minatori nella neve: inverno” di Vincent Van Gogh

E’ un atto di accusa quello che Van Gogh esprime attraverso il dipinto, realizzato nel 1882 e oggi esposto nel museo Van Gogh di Amsterdam.

Dopo una violenta esplosione nella miniera di Agrippe a Frameries, che nel 1879 provocò più di cento morti, il pittore volle esprimere la sua solidarietà al mondo dei minatori, che conosceva bene quando era predicatore evangelista nella regione belga del Borinage, impegnandosi a denunciare attraverso la sua arte le difficili condizioni dei lavoratori.

Van Gogh vuole anche rappresentare la fatica del lavoro nelle miniere attraverso il paesaggio pieno di contrasti tra il nero e il grigio.

“Sopra Vitebsk” di Marc Chagall

E’ una rappresentazione fiabesca, dolce e romantica, presente in tutti i dipinti di Chagall dove si esaltano i colori, la fantasia e una magica atmosfera invernale.

In quest’opera Chagall rappresenta Vitebsk, la sua città natale russa, dove era nato nel 1887. L’enorme figura che sta sospesa sulle case potrebbe essere un viandante o il profeta Elia che, secondo una tradizione ebraica, portava doni ai meritevoli.

Lo strano personaggio riflette perfettamente quella condizione di ebreo errante, di esule intellettuale tipica della cultura e della storia ebraiche.

Infine, il tema del volo, anch’esso ricorrente nella poetica di Chagall, rappresenta il senso di perdita delle proprie radici e di mancanza di stabilità. Il dipinto, realizzato nel 1914, è esposto all’Art Gallery of Ontario di Toronto.

“Paesaggio invernale con pattinatori e trappola per uccelli” di Pieter Bruegel

E’ un paesaggio dell’inverno fiammingo con una foschia nebbiosa e giallastra quello che il pittore Bruegel il Vecchio ritrae nella tela datata 1566 ed esposta nel museo reale delle Belle Arti del Belgio di Bruxelles.

La neve, i pattinatori, il fiume ghiacciato, le case e gli uccelli: ogni soggetto è dipinto nei minimi particolari e inserito nella veduta paesaggistica d’insieme.

La trappola per uccelli, in basso a destra del dipinto, può essere letta anche come una metafora degli uomini che, proprio come gli uccelli, vivono inconsapevoli e spensierati accanto all’inganno e alla fine della vita.

“La tempesta di neve” di Francisco Goya

Dipinto nel 1786, il quadro di Goya ritrae un paesaggio invernale con neve e freddo, dove tre personaggi camminano faticosamente contro il vento avvolti in coperte bianche, scortati da un uomo con il cappello e il mantello e uno, che li precede, con le braccia conserte e un fucile. Il gruppo è seguito da un mulo, che porta un maiale, e da un cane.

E’ un dipinto di grandi dimensioni, esposto al museo del Prado di Madrid, realizzato per un arazzo dedicato alle stagioni e commissionato a Goya dal futuro re Carlo IV, all’epoca Principe delle Asturie.

La gazza di Claude Monet

E’ un’esplosione di luce e di colori caldi il paesaggio innevato che Monet dipinse en plein air nel 1868. In mezzo a una coltre di neve, inondata dalla luce del sole, spunta una gazza appollaiata su un cancelletto in legno, che diventa subito il punto focale del quadro.

La neve ritratta è estremamente realistica e naturale e dietro le fronde degli alberi innevati si intravede un piccolo gruppo di case in legno. Oggi la tela è esposta al Musée d’Orsay di Parigi.

 

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