Metlicovitz, l’illustratore futurista, in mostra a Trieste

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Trieste celebra il 150esimo anno dalla nascita di Leopoldo Metlicovitz, pioniere della cartellonistica pubblicitaria, con una retrospettiva curata dallo storico dell’arte e scrittore Roberto Curci.


S’intitola “Metlicovitz. L’arte del desiderio. Manifesti di un pioniere della pubblicità” e si tratta della prima grande retrospettiva che la città di Trieste dedica al figlio artista, pioniere della pubblicità moderna e tra i precursori del movimento futurista.

Suo il manifesto dell’inaugurazione del Traforo del Sempione scelto per l’Esposizione Universale di Milano del 1906; suoi i manifesti di opere liriche celebri come Madama Butterfly, Manon Lescaut, Turandot e di film del cinema muto, a cominciare da “Cabiria” del 1914, l’antesignano dei kolossal sceneggiato da D’Annunzio.

E suo anche uno dei marchi più diffusi e radicati nella memoria collettiva: l’aquila del Fernet Branca che vola sul mondo stringendo con gli artigli la bottiglia del famoso amaro digestivo.

Quando lo disegnò, nel 1899, Leopoldo Metlicovitz, classe 1868, era da qualche anno direttore tecnico delle Officine Grafiche Giulio Ricordi di Milano, note all’epoca soprattutto nell’ambito dell’editoria musicale. Fu proprio Ricordi, infatti, un gigante del settore, a dare la svolta ampliando il linguaggio della comunicazione grafica.

Dagli ultimi anni dell’Ottocento Metlicovitz poté così dare sfogo alle sue capacità espressive, non solo come grande esperto dell’arte cromolitografica, ma anche come disegnatore e inventore degli “avvisi figurati”, i moderni manifesti pubblicitari.

La mostra

L’eposizione è allestita negli spazi del Civico Museo Revoltella e del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” fino al 17 marzo, per poi spostarsi al Salce di Treviso dal 6 aprile al 18 agosto.

Le opere esposte, 73 manifesti (alcuni di dimensioni “giganti”), tre dipinti e una ricca selezione di “grafica minore” (cartoline, copertine di riviste, spartiti musicali ecc.), sono organizzate in otto sezioni espositive, sette delle quali ospitate presso il Civico Museo Revoltella e una, la sezione dedicata ai manifesti teatrali per opere e operette, nella Sala Attilio Selva al pianterreno di Palazzo Gopcevich, sede del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”.

Le opere provengono per la gran parte dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (68 manifesti), oltre che dalle collezioni civiche (Civico Museo Revoltella e Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”) e da raccolte private.

Grande assente, il manifesto del mondo Branca. Curci ha spiegato che malgrado le ricerche manca all’appello la documentazione che ne certifichi paternità e datazione. Da qui la scelta di non esporlo.

 

Informazioni utili:

“Metlicovitz. L’arte del desiderio. Manifesti di un pioniere della pubblicità”

fino al 17 marzo 2019

Biglietteria/Informazioni Civico Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna:

Tel: + 39 040 675 4350 ; tutti i giorni 9-19 (martedì chiuso)

www.museorevoltella.it

Biglietteria/Informazioni Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”:

Tel: + 39 040 675 4039; tutti i giorni 10-17

www.museoschmidl.it

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