A Milano Giappone a tavola e in mostra

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In Giappone, giunto il momento di mangiare, ci si siede a tavola e si ringrazia: Itadakimasu. E a Milano, proprio in onore della cucina giapponese, c’è una mostra visitabile fino al 31 marzo.


E’ più del nostro ‘buon appetito’, è come una preghiera prima del pasto con cui si ringrazia la terra che lo ha fatto crescere e gli animali, gli agricoltori fino alla cuoca che lo ha preparato.

E così, dalla raccolta dei prodotti alla preparazione dei piatti, dall’invito a tavola all’assaggio olfattivo, nasce la mostra Itadakimasu, 16 scatti del fotografo trevigiano Marco Turchetto, che accompagnano il visitatore ed il cliente della Gastronomia Yamamoto, in centro a Milano (via Amedei 5), alla degustazione anche visiva della cucina giapponese.

Turchetto, giornalista che per lavoro coordina l’Ufficio Stampa della Questura ma è anche scrittore e autore di reportage fotografici per le edizioni A.car., sarà presente martedì 22 gennaio alle 18.30 all’inaugurazione (e visitabile fino a fine marzo).

“E’ frutto di un incontro – spiegaVivo a Milano da 18 anni ma ancora mi perdo volentieri tra le sue vie, camminando in quello splendido intreccio che si trova tra Piazza Missori e la chiesa di Sant’Alessandro, mi sono imbattuto nella gastronomia Yamamoto. Pareva autentica, non la solita idea commerciale asiatica che si spaccia per giapponese. Entro, conosco Aya, la proprietaria, e mi presento per quello che sono: un curioso con il gusto della fotografia ed il viaggio”.

Impegnato in una serie di viaggi in Giappone alla scoperta delle 12 città che, a partire dal 20 settembre 2019, ospiteranno la Coppa del Mondo di Rugby (sta lavorando a una guida che sarà pubblicata entro l’estate), proprio durante questi viaggi ha immaginato il nuovo progetto, con un soggetto e una location fuori dal comune.

La mostra diventa così esperienza, da cui emerge “più che una passione, una pazza curiosità per un paese pieno di contraddizioni: le cui ordinate e rispettose consuetudini sono viste come esempio da tanti nei paesi occidentali ma che, molto spesso, sono il frutto di comportamenti imposti aprioristicamente. Belli gli inchini ma a volte sono troppi, ordinatissime le città ma, alla fine, quasi tutte uguali, tutti di corsa e disponibili con l’interlocutore ma differenze sociali palpabili. Insomma, non un mondo dorato. Il fatto che in metropolitana ci siano delle carrozze rosa, nelle ore di punta, per far salire le donne ed evitare che gli uomini le infastidiscano è sintomatico”.

Dopo questo spaccato di vita e cultura nipponica Turchetto tornerà in Giappone per chiudere, dopo i successi di RUGBY LOVE, un racconto fotografico sui mondiali del 2007 in Francia, e di RUGBY LIFE, la guida ai mondiali 2015 in Inghilterra scritta con l’amico collega Paolo Wilhelm, una guida ai mondiali 2019 in Giappone che diventa un racconto per tutti, non solo per i tifosi della pallaovale, delle città ospitanti, da Fukuoka ad Oita, da Kamaishi a Sapporo, da Shizuoka a Kumagaya.

 

Fonte: Ansa

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