Un viaggio in Sicilia, nei luoghi di Leonardo Sciascia

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Tutti amiamo il luogo in cui siamo nati, e siamo portati ad esaltarlo. Ma Racalmuto è davvero un paese Straordinario. (Leonardo Sciascia)


L’8 gennaio 1921 nasceva a Racalmuto, paese nella provincia di Agrigento, lo scrittore e giornalista Leonardo Sciascia, considerato tra i massimi intellettuali del Novecento italiano ed europeo, dallo spirito libero e anticonformista.


“Il giorno della civetta”, “A ciascuno il suo” e “La scomparsa di Majorana” sono tra le opere più note dello scrittore, nelle quali la Sicilia risuona come una cornice privilegiata. Perché se è vero che la Sicilia è una meta turistica apprezzata per i paesaggi cartolina e per le tradizioni culinarie, è altrettanto vero che quella più genuina e semplice, a tratti magica e incantata, compare soltanto nelle pagine di chi questa terra l’ha vissuta veramente e vi era attaccato in maniera quasi viscerale, “come ostriche attaccate al proprio scoglio” parafrasando Verga in “Fantasticheria”.

Chi volesse dunque visitare una Sicilia diversa, lontana dai soliti itinerari di turismo di massa, non può perdersi un viaggio alla scoperta dei suoi parchi letterari, di quei luoghi cioè raccontati e descritti dai più grandi scrittori siciliani.

Per Leonardo Sciascia, due sono i luoghi siciliani che più di ogni altro hanno ispirato le sue opere: Racalmuto e Caltanissetta.

Racalmuto è la sua terra, la sua “celeste prigione”, radicata nelle viscere terrigne della Sicilia, erta a imperitura fama grazie ai suoi racconti come le “Parrocchie di Regalpetra”, cronaca sulla vita di un paese qualunque dell’isola. Nella realtà Regalpetra non esiste ma prende nome da una fusione tra Racalmuto, borgo natio dello scrittore, e dal libro di Nino Savarese intitolato “Fatti di petra”.

 

Ancora oggi si trova qui il circolo Unione dove il socio Sciascia dibatteva e disquisiva di letteratura anche con gli amici Bufalino e Consolo. E poi il circolo dei minatori.

Tra le altre cose da vedere a Racalmuto, non può mancare la casa dove nacque l’autore e, poco lontano da lì, il teatro comunale Regina Margherita dove lo scrittore era solito assistere alle proiezioni degli spettacoli nel fine settimana.

Meritano una visita anche la Fondazione Leonardo Sciascia, un museo permanente dedicato alle opere dello scrittore, così come la tomba dello scrittore su cui è scritto: “Ce ne ricorderemo, di questo pianeta”.

Se Racalmuto rappresenta per Sciascia il luogo dell’infanzia e della giovinezza dello scrittore, Caltanissetta è invece quello della sua formazione professionale.

Qui, da non perdere una visita alla Biblioteca Comunale “L. Scarabelli” che era la meta delle ricerche di quei testi che ispirarono i suoi romanzi storici o lo storico “Bar Romano” dove Sciascia si fermava ad assaggiare paste di mandorla, cassate e taralli. 

Da vedere inoltre di Caltanissetta anche la Fontana del Tritone, considerato il monumento simbolo della città, che si trova oggi al centro di Piazza Garibaldi; all’interno del quartiere arabo è invece possibile trovare il Castello di Pietrarossa e alle spalle dello stesso la Chiesa di Santa Maria degli Angeli.

 

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