Alla scoperta di Volpedo, il borgo piemontese del “Quarto Stato”

Print Friendly, PDF & Email

Volpedo è un caratteristico borgo di fine Ottocento che vuole armonizzarsi sempre di più con le dolci colline circostanti del Piemonte e somigliare ai paesaggi dipinti dal consaguineo Pellizza. Riuscirà, dunque, nell’intento di diventare un quadro?


Volpedo, eletto (e non a caso) tra i Borghi più belli d’Italia, è un paese di campagna, di chiara vocazione agricola e dalla struttura urbanistica d’impronta medievale. Un paese ‘antico’ che, salvo negli ultimi tempi, non ha mai agito in funzione di una sua valorizzazione turistica.

Recentemente però, vuoi anche il fatto di essere la patria di uno dei più grandi pittori italiani tra Otto e Novecento, sta cercando di farsi strada nella promozione turistica. 

Pellizza da Volpedo nacque qui, nel lontano 1868. Grazie all’attività dei genitori, due piccoli proprietari terrieri che però commercializzavano le loro merci fino al territorio milanese, Pellizza ebbe modo di venire in contatto con personaggi di primo piano della cultura lombarda del periodo.

Tra questi, i fratelli Grubicy, mercanti d’arte, e il pittore Giuseppe Puricelli, da cui trasse ispirazione per le sue opere di matrice verista.

Terminato il tirocinio milanese, si trasferì prima a Roma, dove si iscrisse prima all’Accademia di San Luca e poi all’Accademia di Francia, e poi, nel 1888, a Firenze, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti, sotto la guida del maestro Giovanni Fattori.

Fu solo a termine di queste esperienze, che decise di fare ritorno a Volpedo, pronto ad affrontare la pittura dal vero attraverso lo studio della natura.

E a Volpedo quest’atmosfera ottocentesca è ben riconoscibile tanto da consentire al visitatore di seguire un itinerario tra arte e paesaggio sui luoghi pellizziani.

Si parte dunque dall’atelier fatto costruire da Pellizza nel 1888, dopo aver deciso di vivere e operare nel paese natale, pur restando in contatto con le grandi correnti artistiche internazionali. Tale luogo è aperto al pubblico e si presenta come un contenitore prezioso delle memorie di Pellizza: dagli strumenti di lavoro agli oggetti di uso quotidiano, fino ai libri e ad alcune opere del pittore.

Passeggiando per Volpedo, i luoghi dell’artista verista rivivono attraverso le riproduzioni in grande formato di dieci opere disseminate nel borgo e collocate in punti selezionati, a diretto confronto con gli scorci di paesaggio che le hanno ispirate. In questo museo all’aria aperta, il continuo paragone tra oggi e ieri sollecita il ricorso alla potenza dell’arte, che si manifesta via via lungo il percorso.

La stretta via della chiesa conduce alla piazzetta, oggi chiamata “Quarto Stato”, in cui Pellizza realizzò, dal 1892 al 1901, le sue grandi opere sociali utilizzando i contadini come modelli dal vero: “Ambasciatori della fame”, “Fiumana”, “Il cammino dei lavoratori” e, infine, proprio “Il Quarto Stato”.

Chi volesse, poi, completare la conoscenza dell’arte di Pellizza, può recarsi presso la pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, dove sono esposte dodici sue opere, e al Museo Didattico, che offre invece al visitatore un percorso nell’arte e nella biografia dell’artista.

 

Ulteriori informazioni al sito: www.comune.volpedo.al.it

 

Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti