Roma. Prorogata al 5 maggio la mostra ‘Pollok e la scuola di NewYork’.

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pollock

A seguito del grande successo, la mostra è stata prorogata al 5 maggio 2019.

Pollok e la scuola di New York.  L’espressionismo astratto. Video news della mostra.

Con i suoi 6502 visitatori totalizzati tra il 4 e il 10 febbraio è stata una delle 5 mostre più visitate della settimana, Pollok e la scuola di New York racconta Pollok e la sua influenza sugli artisti newyorkesi.
Si chiamava Action Paint, pittura d’azione.

Anticonformismo, introspezione psicologica, sperimentazione, energia, rottura degli schemi erano i tratti che guidano i pennelli degli Action Painter.

La rivoluzione scoppia a maggio, siamo nel 1950.

Il Metropolitan Museum di New York organizza una mostra d’arte contemporanea ed esclude gli Action Painter.

Gli artisti protestano l’Herald Tribune li definisce gli Irascibili.

Ma da quel momento l’espressionismo astratto, con la sua energia, il suo carattere di rottura degli schemi diventa il segno della cultura pop moderna.

Per la prima volta nella storia dell’arte, New York diviene polo di attrazione internazionale. Nell’astratto è il segno del nuovo.

 

Verso la fine degli anni quaranta, Pollok aveva scoperto la tecnica del dribbling, ‘gocciolamento’ e del pouring, versare colore sulla tela stesa sul pavimento. Le dimensioni delle tele si gigantizzano, non più le mani, ma tutto il corpo dipinge per raggiungere l’armonia.

Le opere eseguite con questo metodo possiedono un’energia primordiale.

L’opera si dipinge da sola, l’artista è il suo esecutore.

Ed eccolo il Number 27. Uno tra i più famosi dipinti di Pollok, in cui le pennellate nere sono in equilibrio con i colori chiari per raggiungere l’armonia assoluta della forma.

‘Quando sono dentro il mio quadro, non so cosa sto facendo.’’ Diceva.

 

Tra gli artisti della scuola di New York spiccano Franz Kline, Willem de Kooning, Mark Rothko.

E se Pollok rappresenta la forza, Rothko rappresenta la lirica.

Pensiero, lentezza, meditazione. Luce e colore.
Per Rothko il linguaggio primordiale delle emozioni evoca qualcosa di riconoscibile: un quadrato grande e scuro su uno chiaro richiama un senso di oppressione, una distesa ampia di giallo gioia di vivere, piccoli quadrati azzurrognoli, cielo e aria da cui prendere fiato.

Suscitare un momento contemplativo, un’esperienza trascendentale era il fine dei lavori di Rotkho

”La buona pittura è una porta aperta sullo spirito dell’uomo”

Pollok e la scuola di New York

10 ottobre 2018 – 24 febbraio 2019

PROROGATA AL 5 MAGGIO 2019

Roma, Complesso del Vittoriano – Ala Brasini

ORARI
da lunedì a giovedì 9.30 – 19.30
venerdì e sabato 9.30 – 22.00
domenica 9.30 – 20.30
(la biglietteria chiude un’ora prima)

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