Ricerca di Booking.com: quasi metà delle donne nel settore tech pensi che la diversità non sia ancora una priorità per le aziende dove lavorano

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Roma. Secondo una ricerca condotta a livello globale da Booking.com solo il 54% delle donne impiegate nel tech in tutto il mondo ritiene che la diversità di genere sia presa in considerazione e messa tra le priorità del settore, con il 56% convinto che la propria azienda si stia muovendo in tale direzione.


Nonostante molte iniziative stiano avendo successo nel ridurre il divario tra generi e nell’incoraggiare sempre più donne a intraprendere una carriera nel tech, resta ancora molto da fare per far crescere talenti tutti al femminile ed esperte nel campo, non solo per arrivare a nuove assunzioni ma anche per mantenere e rappresentare adeguatamente una forza lavoro già presente e formata.

Le aziende in campo tecnologico devono necessariamente ridefinire la rotta intrapresa: non solo per far restare la forza lavoro al femminile, ma anche per far tornare chi ha lasciato temporaneamente il settore e sta cercando di reinserirsi. Attirando talenti con un tale bagaglio di conoscenza ed esperienza, le aziende possono trarre benefici non solo dal punto di vista della cultura e della reputazione, ma anche monetario.

L’ultimo World Economic Forum Gender Gap Report1 ha indicato come in tutto il mondo il divario tra i generi stia crescendo invece di diminuire. Ciononostante, le donne continuano a contribuire significativamente a  vari aspetti del business. Alla domanda su quali benefici potrebbe portare una maggiore diversificazione e varietà nella forza lavoro, il 90% delle donne (già impiegate nel settore o alla ricerca di una carriera nel tech) ha risposto che potrebbe aiutare ad avere più punti di vista, dovuti a diversi tipi di formazione ed esperienze. Il 90% ha indicato maggiore flessibilità nei benefit e per il 90% è stato importante sottolineare la possibilità di avere un migliore ambiente di lavoro, a vantaggio di tutti i dipendenti. Inoltre, le donne sentono che una loro maggiore presenza nel mondo del tech potrebbe contribuire a migliorare la reputazione del brand e dell’azienda (secondo l’88%), e la fiducia in generale nell’intero settore (per l’87%).

I dati di settore mostrano anche vantaggi economici più ampi: la ricerca di PricewaterhouseCoopers2 ha mostrato di recente come un aumento delle donne lavoratrici del 5% (raggiungendo così il 75%) potrebbe dare una spinta al prodotto interno lordo del Regno Unito di circa il 9%.

Sostenere la diversità di genere nel mondo del lavoro e soprattutto del tech non si limita a scoprire nuovi talenti, ma anche a supportare le donne che hanno già raggiunto un livello più che significativo nel loro ruolo, in termini di conoscenze e capacità. È necessario dare più opportunità a un bacino più vario di talenti, con diverse formazioni, esperienze e possibilità di carriera” afferma Gillian Tans, CEO di Booking.com. “Negli ultimi 10 anni si sono visti grandi passi avanti e l’argomento diversità nel tech è sempre più attuale. Dobbiamo assicurarci di continuare a lavorare per ottenere sempre più risultati, perché a crescere e a prosperare saranno le aziende che si faranno portavoce dell’inclusività a ogni livello e che riconosceranno i propri talenti oltre a cercare di attirarne sempre nuovi.

Al momento, oltre 3 donne su 5 tra quelle che sono tornate al lavoro (o che stanno cercando di farlo) percepiscono come aver preso una pausa possa aver danneggiato le loro possibilità di carriera e circa il 73% crede che il settore debba impegnarsi di più per agevolare il loro rientro al lavoro.

Una speranza è data dai programmi di reinserimento, che esistono non solo in campo tecnologico ma anche in altri settori: il 70% delle donne che rientra nel tech considera queste iniziative un ottimo modo per superare le difficoltà iniziali, con attenzione speciale ai training, allo sviluppo di nuove competenze e a sessioni di mentorship. Chi torna al lavoro dopo una pausa vuole continuare a costruire sull’esperienza pregressa, piuttosto che sentirsi come al primo giorno e dover ricominciare tutto dall’inizio. Il 41% di chi è rientrato ritiene che avere regolari opportunità di formazione sia il modo giusto per avere una carriera di successo, anche se il 70% è ancora scettico nei confronti dei programmi di reinserimento, perché non sempre sono in grado di dare loro la fiducia e la certezza necessarie a superare le difficoltà del rientro al lavoro.

Questi programmi sembrano però ben improntati a dare alle donne gli strumenti di cui hanno bisogno per avanzare e crescere: il 62% di chi rientra al lavoro, infatti, ritiene che avere la possibilità di lavorare con un mentore sia essenziale per una carriera di successo. Il 68%, inoltre, conferma come l’azienda abbia offerto la possibilità di migliorare le proprie capacità tecniche e altre competenze proprio al loro rientro.

Booking.com sostiene da sempre i programmi di mentorship e tutti quelli mirati a dare supporto e formazione continua alle donne nel tech, come ad esempio i nostri Technology Playmaker Awards. La nostra ricerca ci dice come il settore tecnologico debba allinearsi sulle strategie da mettere in pratica per attirare le donne e incoraggiarle a scegliere proprio una carriera nel tech. Le donne possono avere un impatto incredibilmente positivo sia sulle aziende tecnologiche che sull’intero settore in tutto il mondo, e devono avere la possibilità di far parte di iniziative per l’inclusività e la formazione e lo sviluppo di nuove competenze, per chi ha già una carriera avviata e chi è nuovo nel settore” conclude Tans.

Fonte: Booking.com

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