Tre itinerari per scoprire Bologna in primavera

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Quest’anno la primavera offre tante occasioni per concedersi una breve vacanza: a partire da Pasqua (domenica 21 aprile), il calendario è punteggiato da una serie di festività e ponti, che permettono di “staccare” dopo il periodo invernale.


Bologna e il territorio compreso nella Città metropolitana sono un’ottima scelta per scoprire destinazioni inedite, dove potersi finalmente godere un po’ di tempo all’aria aperta dopo i rigori invernali. Cultura, storia, eventi, senza dimenticare il buon cibo, si ritrovano ugualmente negli itinerari proposti da Bologna Welcome.

L’Appenino Bolognese, oltre al valore storico e naturalistico è custode di un patrimonio enogastronomico straordinario; è il luogo di origine di prodotti tipici divenuti icone della cucina italiana, come, ad esempio il Parmigiano Reggiano di Castel D’Aiano, il Parmigiano Reggiano fior di latte di Gaggio Montano, il Tartufo Bianco di Savigno o la Castagna di Granaglione. Ingredienti che, a loro volta, hanno dato origine a ricette semplici e gustose, entrate a far parte della tradizione locale.

Situato dell’Italia, questo comprensorio è ideale per chi vuole organizzare la semplice “gita fuori porta” di un giorno o per chi, invece, vuole regalarsi più giorni di vacanza. Bologna Welcome ha identificato dei percorsi facili da 1, 2 o 3 giorni.
 

Itinerario di 1 giorno – Architettura con vista

Un percorso tra arte e natura, a pochi chilometri da Bologna e facilmente raggiungibile dal nodo autostradale dell’A1. Si parte da Riola, a pochi minuti da Porretta Terme, per la visita della Chiesa di Santa Maria Assunta, uno straordinario esempio di architettura del XX secolo, unica opera italiana del maestro finlandese Alvar Aalto. Il percorso architettura prosegue quindi in direzione della Rocchetta Mattei: un luogo ipnotico e fantastico, in cui la fusione di differenti stili architettonici come il gotico-medievale e quello moresco lo rendono ancora più straordinario visto il contesto naturale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il complesso fu edificato  nell’Ottocento dal Conte Cesare Mattei, filantropo ed imprenditore, sui resti di un antico castello medievale di Matilde di Canossa.

La terza tappa coincide con un balzo indietro nel tempo: siamo nel medioevo e con la vista del Borgo La Scola ci possiamo immergere in un autentico borgo del XIV secolo, con tipiche dimore, case torri, oratori e un cipresso monumentale.

La giornata si conclude all’insegna del relax con una visita al Lago di Suviana. Nel parco è possibile osservare gole, radure e attraversare boschi misti composti da faggeti, querce, e i coniferei. La pace di questi luoghi ha favorito la presenza della fauna selvatica, tra cui spiccano per importanza i cervi ai quali vanno ad aggiungersi caprioli e daini.

La proposta per un sosta golosa: il ristorante Da Rotilio, a Riola, è una vera e propria “istituzione” nella storia culinaria della Alta Valle del Reno. Fiore all’occhiello, l’ampia scelta di pasta fatta a mano abbinata ai più gustosi condimenti. A Carpineta di Camugnano si trova, invece, il ristorante Da Benito: un viaggio nella cucina tosco-emiliana, dove è possibile degustare pasta fresca fatta a mano, cacciagione e prodotti caseari tipici.

Itinerario di 2 giorni – Bologna senza segreti

Disponendo di almeno 2 giorni è possibile abbinare la visita delle tappe in Appenino,  con una nel centro di Bologna.  L’ideale per scoprire in maniera facile e conveniente il capoluogo è acquistare la Bologna Welcome Card,  la carta turistica disponibile in due  versioni. È  acquistabile online o nei punti di informazione e accoglienza turistica Bologna Welcome.

La proposta per una sosta golosa: Fico Eataly World, alle porte di Bologna, è il parco del cibo più grande del mondo. Un luogo votato all’eccellenza enogastronomica e la bellezza dell’agroalimentare italiano, che offre ben 45 luoghi di ristoro dove mangiare tra bistrot, ristoranti e chioschi di street food.

Itinerario di 3  giorni – Tra salici e cascate

L’itinerario di tre giorni prevede un’estensione sul percorso natura, che va ad integrare il programma di due giorni. Punto di partenza è Porretta Terme, un centro di origine quattrocentesca con un importante sviluppo nell’ottocento. Crocevia storico e di vie d’acqua (qui confluiscono  il Rio Maggiore  e il Reno). Il toponimo si deve alla locale sorgente che, con una storia millenaria, ancora oggi è ideale per trattare le patologie più diverse, grazie alla complessità del patrimonio idrominerale.

Il percorso si conclude con il magnifico spettacolo delle Cascate del Dardagna: tra i luoghi più belli e caratteristici del Parco del Corno alle Scale. Il primo salto è facilmente raggiungibile da Madonna dell’Acero lungo un sentiero che si sviluppa in gran parte su una strada forestale. Un sentiero con gradini e staccionate di protezione consente di salire i diversi salti ammirandone da vicino lo spettacolare sviluppo. Intorno vegeta un bosco fresco con salici.

La proposta per un sosta golosa: a Castiglione dei Pepoli si trova La Taverna del Cacciatore. Nel cuore dell’Appennino Tosco Emiliano, in terra di confine, il locale ha il sapore della trattoria fuori porta, mantenendo l’accuratezza di un ristorante di città. Il menu è ispirato alla schietta cucina montanara con piatti di selvaggina, pasta fresca lavorata esclusivamente al mattarello, ingredienti dell’orto e soprattutto grande attenzione alla qualità.

Fonte: BOLOGNA WELCOME

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