Proposta di itinerario alla scoperta dei piccoli centri delle Marche


Staccare la spina dal lavoro e dallo stress e trascorrere una vacanza nel weekend con la visita dei piccoli centri delle Marche, tra piccoli borghi, vicoli, opere d’arte, sentieri sotterranei e buon cibo.


Piccoli borghi, vicoli, cantine, percorsi sotterranei, chiese, opere d’arte. Sono tante le meraviglie che si possono ammirare nelle Marche durante una vacanza all’insegna del turismo lento e di prossimità in luoghi del paese meno conosciuti e che meritano di essere visitati. Ecco un itinerario di tre giorni nei piccoli centri delle Marche, alla scoperta di mete insolite della regione, che si può percorrere nel fine settimana per staccare la spina dal lavoro e dallo stress, preferibilmente durante il periodo autunnale – primaverile.

 

1° giorno: tappa a Castelfidaro e Montefano 

L’itinerario nei piccoli centri marchigiani parte da Castelfidaro, nella provincia di Ancona, con la visita del Monumento nazionale delle Marche, collocato sulla collina di Monte Cucco ed eretto per ricordare l’annessione della regione al Regno d’Italia. Dopo il Monumento Nazionale, l’itinerario prosegue con la visita del Museo della Fisarmonica, situato all’interno del palazzo comunale, e dedicato alla documentazione della storia musicale, al suo interno infatti si possono ammirare più di 350 esemplari di fisarmoniche. L’intento del Museo non è solo quello di raccontare le tappe musicali, ma rendere anche omaggio a tutte le maestranze nonché agli imprenditori e artigiani che sono stati in grado di trasformare culturalmente il territorio che precedentemente era eccezionalmente legato all’agricoltura.

È il momento delle degustazioni. Nei piccoli centri delle Marche non manca l’enogastronomia e, dopo aver fatto tappa al Museo della Fisarmonica di Castelfidaro, ci si trasferisce ad una cantina produttrice, con la visita alle vigne e la degustazione dei Vini Doc della zona, come il Verdicchio dei Castelli di Jesi, un bianco dal rosso asciutto e armonico con qualche nota amarognola e il Rosso Conero, un vino particolare dal sapore fortemente fruttato.

Dopo la tappa degustativa con i vini DOC del territorio, l’itinerario fa tappa al piccolo borgo medievale di Montefano, in provincia di Macerata. L’etimologia del borgo proviene da “Monte del Fano” (o “Monte del fauno”), che indica la divinità dei raccolti. Durante la tappa nel borgo si possono percorrere tanti piccoli vicoli e ammirare palazzi storici di origine medievale situati sulle colline marchigiane. Qui consiglia la visita al Teatro settecentesco ‘La Rondinella‘, nel cui soffitto interno si trovano gli affreschi del pittore Bruschi.

2° giorno: tappa a Osimo e Filottrano 

Osimo, come un po’ tutte queste città sospese,

obbedisce a due o tre momenti fondamentali: le mura,

la chiesa, la piazza. Il tutto sciolto e fuso nel colore dei

mattoni che sta fra il rosso e il giallo.

(Carlo Bo)

Il secondo giorno di itinerario nei piccoli centri delle Marche inizia con la visita del centro storico di Osimo, in provincia di Ancona. Il piccolo centro possiede tante luoghi culturali che meritano una tappa, come il Palazzo Comunale con le statue acefale conservate nell’atrio comunale, il Battistero, il Duomo di San Leopardo, i resti romani conservati del Lapidarium, con un frammento che riporta il nome di Pompeo Magnum, il Belvedere, da cui si possono ammirare i Monti Sibillini fino al Gran Sasso e il Teatro La Nuova Fenice, opera settecentesca nel cui interno è possibile visitare il sipario storico ad opera dello scenografo Alfonso Goldini, finito in un magazzino comunale dopo la Seconda Guerra Mondiale e successivamente restaurato.

Dopo la tappa nel piccolo centro di Osimo, l’itinerario prosegue con la visita nel centro storico di Filottrano, nella provincia di Ancona, che vanta di chiese, musei, opere d’arte e olifici. Qui si consiglia di visitare la chiesa di Santa Maria Assunta con le tele degli artisti Stefano Procelle e Ernest Van Schyack. Dopo la visita alla chiesa si passa alla visita del museo del Biroccio, situato all’interno di Palazzo Beltrami Luchetti. Qui si trova una collezione di attrezzi, strumenti di lavoro agricolo marchigiani, disegni, e in particolare un esemplare di carro decorato con fiori, figure maschili e femminili, paesaggi e disegni fantasia.

Non manca anche in questa tappa una sosta in un’azienda casearie per degustare prodotti tipici del territorio realizzati ancora secondo il metodo tradizionale, come i formaggi pecorino e barzotto.

 

 

3° giorno: tappa a Grotte di Frasassi, Serra San Quirico e Agugliano

Giunti al terzo giorno nei piccoli centri delle Marche, l’itinerario riparte con la visita alle Grotte di Frasassi, situate all’interno del naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Qui si trovano una serie di ambienti sotterranei dove si può accedere a dei percorsi, come l’Abisso di Ancona, cavità dall’estensione di 180×120 m e un’altezza di 200 m. All’interno delle cavità carsiche una serie di stalattiti e stalagmiti, come le “Canne d’Organo”, “i Giganti”, “il Cammello”, “le piccole cascate del Niagara” e altre ancora.

Dopo la visita alle Grotte di Frasassi, è la volta della tappa a Serra San Quirico, piccolo borgo medievale nella provincia di Ancora, dove è possibile vedere Le “Corpetelle”, passaggi coperti che scorrono lungo le mura del borgo, la Chiesa di Santa Luca, l’Abbazia di Sant’Elena e la torre medievale difensiva Cassero.

L’itinerario si conclude con la visita a Agugliano, centro marchigiano che in passato rappresentava uno dei castelli di Ancora. Il piccolo comune è noto per la produzione del gelato artigianale e ogni anno ospita il Festival Internazionale, con l’obiettivo di promuovere il gelato artigianale grazie alla presenza di gelatieri provenienti da varie zone d’Italia e del mondo.

 

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