Milano, Dronitaly 2019: termina la più grande fiera dedicata ai droni

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Chiude a Milano Dronitaly 2019, con 100 relatori e quasi 1000 visitatori. Dai droni fattorino ai droni agronomi, dai droni poliziotto ai droni di salvataggio: protagonista della fiera è stato il futuro che vola sopra di noi.


Si è conclusa a Milano la più importante fiera B2B dedicata ai sistemi di pilotaggio remoto: 40 espositori, circa 100 relatori e quasi 1000 visitatori.

Droni fattorini, droni agronomi e droni caschetto a protezione delle forze dell’ordine. L’impiego degli aeromobili a pilotaggio remoto è ormai realtà in molti settori produttivi e le prospettive future parlano di una costante e rapida crescita: 7,4 milioni i droni che voleranno nei cieli europei nel 2035, 125.000 quelli utilizzati a uso commerciale in Italia nel 2028, con tassi di crescita a doppia cifra, del 27% in termini di ricavi e del 34% nel numero di unità vendute. Dalla sicurezza, all’agricoltura, passando per l’edilizia, la grande industria e la logistica, sono infatti sempre più numerosi i settori in cui i droni vengono o verranno impiegati, con enormi vantaggi in termini di tempo, costi e sicurezza.

Alla filiera dei sistemi aerei, acquatici e terrestri a pilotaggio remoto e alle loro applicazioni professionali è stata dedicata Dronitaly, organizzata da Mirumir e ospitata nel Palazzo delle Stelline di Milano il 4 e 5 aprile. La manifestazione, giunta alla quinta edizione, è ormai da anni l’appuntamento di riferimento del settore, vantando il patrocinio di
Enac, Enav e delle associazioni Aopa, Assorpas e Fiapr e la presenza tra gli espositori delle più note aziende produttrici.

Nell’ambito di sicurezza, ricerca e salvataggio, nel settore delle infrastrutture o nell’attività di monitoraggio e mappatura, i sistemi a pilotaggio remoto (Sapr) offrono risultati più rapidi rispetto ai tradizionali sistemi di rilevamento e analisi, e per di più a un costo minore. Dronitaly è stata
occasione per i principali operatori del settore per confrontarsi sugli sviluppi offerti dal mercato e sui nuovi scenari d’impiego dei Sapr.

Tra le possibilità più suggestive c’è l’affermazione dei droni fattorini, utilizzati per consegnare pacchetti. I vantaggi dell’utilizzo degli aeromobili a pilotaggio remoto per consegnare le merci in città sono evidenti: meno traffico, meno inquinamento, minori costi di personale e tempo per le consegne

Il futuro in cui sarà un drone a consegnarci la posta, tuttavia, non è vicino come alcune sperimentazioni ci hanno abituato a pensare. “Se ne parla probabilmente dall’avvento dei droni sul mercato, Amazon ce li ha promessi e DHL e altri operatori di calibro mondiale l’hanno seguita.
Tuttavia oggi le applicazioni sono ancora estremamente poche e pressoché sperimentali, in aree rurali e poco raggiungibili”, ha osservato Francesco Marsella, partner di Arthur D. Little, la società di consulenza che ha eseguito e presentato a Dronitaly 2019 un’analisi sulle prospettive del settore dei droni. Nonostante richiedano almeno 10 anni di sperimentazione, le consegne restano comunque uno degli sbocchi più interessanti per i sistemi Sapr: l’analisi di D. Little stima che quelli impiegati nella logistica in Italia nel 2028 saranno circa 16.000.

Ma i droni avranno un ruolo importante anche nell’ambito della sicurezza.

Possono anticipare gli agenti in operazione delicate, valutare la situazione e permettere agli operatori di intervenire in sicurezza. Possono monitorare la qualità dell’aria e individuare le discariche abusive. O ancora essere usati come deterrente in zone a particolare incidenza criminale.

L’impiego dei sistemi Sapr nelle attività di controllo del territorio è ormai un classico e chi si confronta con questi problemi quotidianamente ne è ben consapevole.

Per questo l’assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale della Regione Lombardia, Riccardo De Corato, ha lanciato un bando da 2,3 milioni alle Polizie Locali per dotarsi di queste nuove tecnologie. “Il drone dall’alto riesce a fotografare meglio un’area più estesa di quanto non facessero le telecamere mobili e per questo in molti casi può sostituire quelle che vengono poste nelle strade e nei parchi”, ha spiegato De Corato. “È uno strumento fondamentale e mi auguro che i sindaci aderiscano e diano al bando che stiamo per pubblicare la giusta importanza”.

Dal terremoto che colpì l’Abruzzo 10 anni fa, causando 308 vittime, le nuove tecnologie hanno cambiato anche la gestione delle emergenze. Lo ha spiegato a Dronitaly Edoardo Cavalieri D’Oro (Vigili del Fuoco di Milano): “Dal terremoto all’Aquila del 2009 sono cambiati i nostri modelli organizzativi e la capacità di recepire le novità, i droni e anche i dati che ci consentono di raccogliere. A dieci anni da allora possiamo dire di avere un comparto droni sviluppato, di avere unità specializzate per la tipologia applicata al soccorso, di avere delle unità che gestiscono i dati che provengono dai satelliti. Cambiamenti che si sono già visti in occasione delle maggiori calamità naturali che hanno colpito l’Italia negli ultimi anni.

“Il drone può accorciare i tempi o raggiungere aree inaccessibili via terra. In questo il caso di Rigopiano è emblematico: nelle prime ore successive all’arrivo della valanga, a causa delle avverse condizioni meteo, non poteva volare nulla, nemmeno gli elicotteri; i droni invece ci hanno permesso di poter raccogliere dati”. Cavalieri d’Oro ha impiegato i droni anche la scorsa estate, in occasione del crollo del ponte Morandi. “Utilizzati congiuntamente con la flotta area tradizionale, hanno permesso di zoommare punti in cui vi erano carichi sospesi, pezzi o monconi di ponte, che potevano colpire i nostri operatori all’atto di tentare di salvare qualcuno”.

Fonte: Mirumir
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