Da Nisida a La Gaiola, le piccole isole della Campania

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Non solo le tre regine Capri, Ischia e Procida.


Non solo Capri, Ischia e Procida. L’intera costa della Campania è sorvegliata da tante piccole isole ognuna con una sua storia e Virail ha deciso di partire alla loro scoperta.

Isola di Nisida – Nisida è ciò che rimane del cratere di un antico vulcano, come molte altre isole affacciate sulla costa campana. Oggi Nisida non è visitabile, ma aggirandola con la barca si può ammirare dal mare in tutto il suo splendore, magari ascoltando la canzone omonima che Edoardo Bennato le dedicò nel 1982.

Isola di Vivara – Vivara è un luogo selvaggio e ricco di sentieri che si snodano in mezzo a una natura incontaminata. Anche se ora l’isola è disabitata, non è sempre stato così. Nel 1681, infatti, vi fu costruita una villa colonica e nel Diciottesimo secolo re Carlo III di Napoli decise di trasformarla in una riserva di caccia.

Isola La Gaiola – La Gaiola è una delle isole più riconoscibili tra quelle campane, perché è composta da due scogli collegati fra loro da un ponte. Si trova nell’area di Posillipo, così vicina alla terraferma che è possibile raggiungerla a nuoto.

Isolotti di Li Galli – Per raggiungere l’arcipelago di Li Galli bisogna spostarsi nell’area di Positano, il comune al quale appartiene. È composto da tre isole: Gallo Lungo, la maggiore e l’unica abitata, La Rotonda e Dei Briganti.  Secondo la leggenda, infatti, queste isole erano dimora delle sirene, le stesse che dovette affrontare Ulisse nel suo lungo viaggio verso Itaca e che, nella tradizione greca, erano esseri per metà donna e per metà volatile.

Isolotto di San Martino – L’Isolotto di San Martino è un piccolo spazio di terra che compare dal Mar Tirreno a pochi metri da Monte di Procida. La sua storia è legata a doppio filo alle guerre che hanno caratterizzato tutto il Novecento. Nel 1917, infatti, ospitò uno stabilimento industriale destinato al collaudo dei siluri, nel 1939, invece, il ponte e la galleria che lo collegano alla penisola furono minati per emarginarlo completamente dalla terraferma.

Scoglio di Rovigliano – Quello di Rovigliano è più uno scoglio che una vera e propria isola e prende il nome dalla frazione di Torre Annunziata sulla quale si affaccia. Secondo la leggenda, la roccia sarebbe un pezzo del monte Faito lanciato in mare da Ercole. Oggi è abbandonato, ma, nonostante questo, rimane un luogo affascinante nel quale vivono piccole testimonianze delle varie culture e storie che hanno arricchito l’intero Golfo di Napoli.

 

 

FONTE: ANSA

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