Pasqua a Urbania tra arte, tradizione e gioco dell’uovo

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Rivivono per tutta la settimana Santa nel centro marchigiano le tradizionali colazioni, i giochi della “rinascita”, senza tralasciare le mostre d’arte a Palazzo Ducale


URBANIA (PESARO E URBINO)
Coratella, trippa, testina d’agnello, fagioli con le cotiche, sono solo alcuni dei piatti serviti alle 8 del mattino nelle osterie di Urbania, nella settimana Santa, per le tradizioni colazioni Pasquali. La piazza è teatro del tradizionale gioco del “Punta e Cul”, protagonista l’uovo, rigorosamente sodo, simbolo pasquale che rappresenta la rinascita e richiamo agli elementi della vita contadina. Mentre le sale di Palazzo Ducale troneggia il ritratto del Duca Maria Francesco I della Rovere, ritratto su tela di Tiziano Vecellio, simbolo della mostra sulle collezioni roveresche.

Un fine settimana ricco di appuntamenti ad Urbania: tra gastronomia, tradizioni locali, giochi dai sapori antichi, senza tralasciare l’aspetto artistico culturale. Ma andiamo per ordine.
Tutte le mattine, nelle diverse osterie del centro storico, turisti e locali potranno degustare le antiche ricette legate alla tipica colazione del periodo: trippa, coratella, salsicce e fagioli, il crostolo con gli affettati e formaggi locali, agnello, coniglio e baccalà con patate, senza dimenticare la “regina”: la coratella d’agnello abbinata alla Crescia Brusca (la crescia al formaggio marchigiana).

Dalle 8 del mattino noi serviamo una serie di piatti tipici locali –sottolinea Alice Bozzi, giovane ostessa che segue le orme della nonna- dalla trippa ai fagioli con le codiche, dalle testine d’agnello al coniglio, dalla carne ai ferri all’agnello ai carciofi, accompagnato da verdure, pani e fiumi di vino rosso e bianco. Il piatto principe resta però la “coratella” d’agnello, molto richiesta e gustosa.”

Altroché cornetto e cappuccino, oggi, come più di cento anni fa, il “roto” della colazione rivive l’antica tradizione legata ai lavori della civiltà contadina, che si alzava molto presto al mattino e alle 8 aveva bisogno di un sostanzioso e vero pranzo per proseguire il lavoro quotidiano.

Nato nelle case coloniche del Montefeltro –spiega Alice- il primo vero pasto della giornata, incredibilmente servito di prima mattina, doveva essere ricco, robusto e corposo, perché doveva sfamare i contadini impegnati nei lavori della stalla già dalle prime luci dell’alba.

Dopo aver appagato il palato, si gioca a “Punta e Cul”. E’ un antico gioco popolare che nei giorni delle feste pasquali, torna ad animare la piazza centrale di Urbania e il Santuario di Battaglia. Una ventina di partecipanti si dispongono a cerchio, mentre le uova sode (in numero doppio rispetto ai partecipanti) vengono disposte a terra a forma di “S”. Si procede con la conta per decidere chi inizierà il gioco, il sorteggiato sceglierà con attenzione l’uovo valutandone dimensione e consistenza.
Una volta scelto l’uovo la gara può avere inizio, vincerà chi riuscirà a mantenere il suo uovo intatto battendolo contro quello del vicino. Il giocatore continua così finché il suo uovo resiste, intascando tutti quelli che riesce a rompere: il gioco viene poi proseguito dal successivo concorrente e così via per i 2 giri. Alla fine, alcuni concorrenti rifanno il gioco battendo la parte dietro e intatta dell’uovo, appunto il cul.

L’offerta turistica che propone l’antica Casteldurante, l’odierna Urbania famosa per le sue ceramiche, non dimentica l’aspetto culturale e artistico. Le sale di Palazzo Ducale ospitano (fino al 14 luglio) la mostra “Il Duca torna a casa”. Cuore dell’esposizione la tela del Duca Francesco Maria I della Rovere, ritratto su tela di Tiziano Vecellio, che torna a Urbania dagli Uffizi di Firenze, dopo 400 anni dalla sua dipartita. L’esposizione vuole ripercorrere le “Collezioni dei Della Rovere” racchiuse tra la fine del 1400 e i primi decenni del 1600 nelle sale del Palazzo Ducale. Il Duca Francesco Maria I Della Rovere vissuto negli anni del pieno Rinascimento (1490 -1538) diceva spesso di avere la corte a Pesaro, il palazzo a Urbino, la casa a Casteldurante.

Il quadro del Tiziano sarà anche un prezioso spunto per realizzare una “mostra dossier”: verranno ricostruiti i principali aspetti delle raccolte artistiche ducali e l’influenza esercitata dal mecenatismo dei Della Rovere sia nell’ambito delle botteghe dei vasai locali sia negli interventi archi- tettonici che hanno interessato edifici sacri e civili. Oltre alla tela del Tiziano, altre opere saranno in mostra a raccontare alcuni aspetti del collezionismo che animavano la dinastia roveresca, contestualizzando la stessa nell’ambito degli importanti avvenimenti storici   riguardanti   la   penisola   italiana   che   coinvolgevano,   anche   in   prima persona, Francesco Maria I Della Rovere sia come Duca di Urbino sia come Capitano Generale  della Serenissima Repubblica di Venezia. Così, lungo il percorso sarà possibile ammirare: il “Corteo Trionfale di Carlo V a Bologna”, un’acquaforte di Hogenberg Nicolaus datata 1530, dall’altezza di 36 cm. e lunga circa 12 metri; la Sfera Terreste (1541) e la Sfera Celeste (1551) di Gerardo   Mercatore;   senza   tralasciare   quadri,   libri,   ceramiche,   disegni, oggettistica, carte, lettere e atti storici.
L’itinerario espositivo si svilupperà anche al di fuori del piano nobile del Palazzo Ducale, con tappe nel centro storico durantino: tra chiese, palazzi, monumenti e botteghe di ceramica.

Fonte Marte Comunicazione

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