Terremoto: a Norcia clienti in ristorante stellato come nel 2015

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Effetto feste? Non solo! A Norcia, fulcro del terremoto, è dai ristoranti stellati che sembrano ripartire le attività e il Paese stesso!


I segni del terremoto a Norcia (Perugia) ci sono ancora, dalle macerie nella chiesa di San Benedetto alla ricostruzione frenata dalla burocrazia, ma il settore ristorazione sembra dar prova che girare pagina si può.

Vespasia, uno dei due ristoranti stellati in Umbria, è una scommessa vinta. L’anno scorso abbiamo avuto lo stesso numero di tavoli prenotati del 2015”. Ad annunciarlo è il patron del ristorante e hotel di Palazzo Seneca Federico Bianconi, intervenuto con lo chef Valentino Palmisano a Foodexp, il forum tenutosi a Lecce su “i luoghi e i cuochi che cambiano il mondo”.

Alle 7,40 le scosse del terremoto, alle ore 9 pensavo basta – ha raccontato l’imprenditore umbro – vado altrove. Dopo lo smarrimento nel vedere la città distrutta, così come il campo sportivo e gli altri ristoranti gestiti dalla mia famiglia, c’è stata tanta solidarietà e ho sentito la responsabilità di guardare al futuro. Siamo la realtà economica più importante in loco, una ventina di altre aziende commerciali aspettavano di sapere le nostre scelte e avevamo la responsabilità di guidare la ripartenza. Dopo il sisma Norcia è diventata – ha sottolineato Bianconi – distretto biologico. Significa che il Comune, i norcini e gli artigiani del gusto insieme ai ristoranti che portano il territori nel piatto, hanno scelto come andare avanti. Da ristoratori abbiamo scelto l’ospitalità come segno distintivo“.

Determinante in questa riscossa l’arrivo dello chef di origini napoletane Palmisano che dalla cucina di uno degli alberghi più noti al mondo, il Ritz Carlton di Kyoto, in Giappone, ha scelto Norcia e inizialmente una cucina da campo. “La crisi c’è – ha detto lo chef Palmisano – quando la senti addosso, ma se invece pensi a quello che tu puoi fare per superarla, tu non gli altri, non c’è nulla che ti stanchi.
Neanche il sisma. Qui ho costruito la famiglia, è nato mio figlio, e ho imparato ad aspettare i tempi delle galline per portare a tavola uova fresche. Norcia mi ha dato – ha concluso lo chef – più di quanto io abbia dato a Norcia“.

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