Wuhan: rivive l’antica via del tè, 6.500 km di cultura e tradizione

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Riportata allo splendore l’antica via del tè che collegava la provincia cinese di Hubei a San Pietroburgo. Breve storia della bevanda più consumata al mondo


Nel 17esimo secolo, centinaia di migliaia di mercanti trasportavano mattoni di tè, ovvero blocchi compressi di tè blu o tè nero lunga la tratta commerciale che collegava la provincia di Hubei a San Pietroburgo, in Russia.

L’antica via del tè, lunga 6,500 km, è stata riportata al suo splendore originario negli anni recenti, mentre il commercio di tè fra Hubei e i Paesi attraversati dalla strada ha ricominciato a fiorire. “Negli ultimi anni, l’idea dei mattoni di tè ha affascinato molti amanti del prodotto fra i paesi coinvolti nella Belt and Road“, ha spiegato Li Xinhua, ex direttore dell’ufficio competente nella città di Chibi a Hubei. La località, in passato, era proprio il punto di partenza della via del tè.

Chibi è una delle principali sedi di produzione, con 10.000 ettari dedicati alla coltivazione della pianta. Dal 2015, le compagnie della città operano anche nei mercati di Russia, Kazakistan e altri Paesi centro-asiatici. Ad oggi, le aziende locali hanno firmato accordi per un valore totale di oltre 100 milioni di dollari USA con l’estero.
In passato, i coltivatori di tè di Chibi comprimevano la pianta in blocchi compatti per tenerla secca e preservarne la qualità, visto che potevano volerci mesi prima che il prodotto raggiungesse il cliente all’estero“, ha commentato Li.
Nonostante i servizi di spedizioni siano stati velocizzati dai trasporti moderni, rendendo inutile questo sistema di conservazione, i mattoni di tè hanno continuato ad affascinare un numero crescente di appassionati fuori dalla Cina. “Il fascino del blocco di tè sta propria nel suo processo di produzione, tutto artigianale. Un processo che non potrebbe mai essere sostituito da quello delle macchine“, ha sottolineato Sun Dunjia, 63enne, erede di una delle aziende locali che lavorano i blocchi di tè a Chibi.

I clienti stranieri hanno un gusto per l’antica storia dei mattoni di tè e il suo significato culturale“, ha aggiunto Sun.

I produttori di Chibi hanno anche aggiornato i propri metodi con tocchi moderni per personalizzare i blocchi di tè rendendoli adatti a rispondere alle diverse esigenze e così espandersi ulteriormente sui mercati esteri. “I tradizionali mattoni di tè sembrano dei mattoni grossi e pesanti di terracotta, era difficilissimo farli a pezzi“, ha spiegato Jin Li, vicedirettore generale di una compagnia di tè locale.

Jin ha raccontato che la sua compagnia ha sviluppato una nuova tipologia di mattone di tè, con la forma di barrette di cioccolato, facili da rompere e da trasportare. “I clienti stranieri, specialmente giovani, preferiscono i mattoni di tè di piccola dimensione, come una bustina di tè o una tazza“, ha aggiunto. Grazie a queste innovazioni, l’anno scorso la sua compagnia ha registrato un incremento delle vendite di oltre 10 milioni di yuan (1,5 milioni di dollari USA) sui mercati esteri. “Alcuni clienti utilizzano anche i nostri prodotti come filtri per l’aria perché i mattoni di tè hanno un’efficace capacità di assorbimento“, ha concluso l’imprenditrice.

Fonte Ansa

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