Alla scoperta di Castro dei Volsci, il ‘balcone’ della Ciociaria

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Questo piccolo borgo, nel cuore della Ciociaria, si trova arroccato su un cocuzzolo a guardia della valle del Sacco. Lì dove una volta correva il confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli.


Castro dei Volsci ha origini antichissime: gli antenati erano appunto i Volsci, arrivati qui attraverso vie fluviali intorno al V secolo a.C. e poi assimilati dai Romani. Da qui l’origine del nome: Castro deriva dal latino Castrum, “luogo fortificato”, “castello”, mentre la specifica “dei Volsci” è stata aggiunta solo nel 1872 e fa riferimento al popolo che abitava quest’area in epoca preromana.

Tra il 542 e il 552 i Benedettini di Montecassino fondarono alle porte del paese il monastero di San Nicola, posteriore di una ventina d’anni di quello della loro abbazia (poi distrutta dagli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale). Le pareti più antiche della chiesa conservano tracce di affreschi eseguiti nel XIII secolo in stile bizantino con scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Nei secoli successivi, il borgo divenne poi feudo dei Colonna, dei Borgia e dei Carafa.

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, Castro dei Volsci, trovandosi nei pressi della famosa Linea Gustav costruita dall’armata tedesca, fu sfiorato più volte dai bombardamenti degli alleati. In ricordo di questi tragici eventi e soprattutto in ricordo di tutte quelle donne che affrontarono la morte per difendere il proprio onore e la dignità delle loro figlie dalla violenza brutale delle truppe francesi, è stato costruito un Monumento alla Pace, la statua di Mamma Ciociaria, realizzata dallo scultore Andreani.

Passeggiare tra i vicoli della cittadina ha un che di poetico. Valicando Porta della Valle si entra in un’atmosfera rarefatta, tra viuzze strette e tortuose, lastricate in cotto e fiancheggiate da casette in nuda pietra. Archi, botteghe che esistevano già nel medioevo e portali bugnati ricordano i tempi della famiglia Colonna, proprietaria della rocca di San Pietro, i cui resti sono attigui alla chiesa di Sant’Oliva, dove risalta l’altare consacrato nel 1537.

Altra chiesa che merita una visita, all’interno delle mura, è quella di Santa Maria, di incerta origine, databile forse alla seconda metà del XII secolo. Gli oggetti più preziosi sono un’acquasantiera in marmo scolpita a forma di giglio e l’organo settecentesco.

Tra le cose da vedere del borgo, anche il Museo archeologico in cui sono esposti reperti marmorei provenienti dalla villa romana del Casale di Madonna del Piano.

Gli amanti della natura, non devono invece perdersi una passeggiata tra le zone rurali circostanti, ricche di biodiversità, soprattutto nell’area di Monte Calvo. Parte del territorio ricade infatti nel Parco naturale regionale dei monti Ausoni e Lago di Fondi: da Monte Calvilli, alto 1116 metri, si gode di una bella vista sul lago di Fondi e l’isola di Ponza.

Lungo la Via Civita, ogni domenica, invece, dalle 10,00 alle 20,00 è possibile visitare diverse botteghe artigiane con i prodotti della tradizione. Le botteghe sono indicate dalle insegne “Le Botteghe della Regina Camilla” e si spazia dai merletti al cucito creativo, dai lavori in legno alla ceramica, dall’arte orafa alla pittura.

Camilla era una guerriera leggendaria e regina dei Volsci che perse la vita per difendere il suo popolo dall’arrivo di Enea. Nei secoli è sempre stata idolatrata come la regina di tutto il popolo ciociaro.

Castro dei Volsci, come tutta la Ciociaria del resto, è però famoso per le sue prelibatezze culinarie. Da non perdere le famose fettuccine sottili dette fini fini, condite con sugo di frattaglie di pollo e pomodoro, le sagne con fagioli e cotiche di maiale, e la salsiccia di maiale, condita con aglio e bucce d’arancia. Di lunga tradizione è anche la minestra di pane, accompagnata dalle verdure di stagione.

 

Curiosità: nel 1921 il borgo diede i natali a Nino Manfredi, attore, cantante e regista considerato uno dei massimo interpreti della Commedia all’Italiana assieme a Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi.

 

Ulteriori informazioni al sito: ciociariaturismo.it

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