Folies Bergèere, compie 150 anni il music hall di Parigi

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Folies Bergère, il più famoso tempio al mondo di cabaret, del burlesque e del can can – dipinto da Manet e Lautrec, spegne 150 candeline. Ripercorriamo insieme la storia di questo fantastico luogo


Il nome evoca da sempre bellissime ballerine, piume di struzzo, lustrini, fantastici spettacoli di varietà, la belle epoque, gli artisti parigini: sono le Folies Bergère il più famoso music hall del mondo, meta ogni anno ancora di milioni di turisti che visitano Parigi. Il teatro, la cui architettura richiama, l’Alhambra Music Hall di Londra, fu realizzato dall’architetto Plumeret in rue Richer 32, laddove esisteva un grande magazzino, e venne inaugurato il 2 maggio del 1869, dunque 150 anni fa.

Nato come Folies Trevise, dal nome della strada vicina, divenne il locale di successo Folies Bergère verso la fine dell’800 presentando un cartellone di spettacoli vari dal varietà alle pantomime, dalle operette al vaudeville,alle canzoni popolari ai balletti. All’interno si beveva, mangiava, fumava e si giocava d’azzardo. Il bar delle Folies Bergère è forse più famoso del teatro stesso essendo stato immortalato nell’ultimo quadro dipinto da Edouard Manet prima di morire, in cui è raffigurata una giovane, bionda e mesta barista, dal tipico cordino di velluto nero al collo, in attesa di clienti.

Lo stesso Manet faceva parte del cenacolo degli habitué di questo locale, tanto che nonostante il dipinto sia stato eseguito in studio il locale è descritto con grande realismo. Nell’epoca d’oro le Folies Bergère erano infatti frequentate dagli artisti parigini che vi trascorrevano le loro serate senza soluzione di continuità. Il più famoso e assiduo cliente fu, tra il 1894 e il 1896 Toulouse Lautrec che amava assistere a spettacoli di arte varia in cui si alternavano i numeri di illusionismo, l’incantatrice di serpenti Nala Damajenti e la famosa danzatrice Loïe Fuller, che dava vita a fantastiche coreografie agitando i lunghissimi veli in cui era avvolta. Toulouse Lautrec la dipinse in molte sue opere così come fece Rodin. Anche Proust cita il teatro nel suo ‘Alla ricerca del tempo perduto’ e sono infiniti gli artisti che sulle tavole del palcoscenico delle Folies hanno mosso i loro primi passi dalla bella Otero, che qui esordì nel 1894, a Maurice Chevalier che iniziò la sua carriera di cantante nel 1909, a Mistinguett, a Jean Gabin che vi inizio a recitare nel 1922 a soli 18 anni.

In questo teatro si sono esibiti, tra gli altri, anche Charlie Chaplin, Stan Laurel e Fernandel ma la regina indiscussa delle Folies resta la cantante e ballerina Josephine Baker che vestita solo del suo indimenticabile gonnellino di sedici banane, si scatenava nel più pazzo charleston,musica allora ancora sconosciuta in Europa. Il costume inventato per lei dal costumista austriaco Paul Seltenhammer sarebbe divenuto un’icona di inizio Novecento e della vita parigina in particolare. E’ il 1927 quando la Baker comincia ad esibirsi alle Folies accompagnata sul palcoscenico da un leopardo, e si racconta che ad ogni suo spettacolo in prima fila non mancasse mai George Simenon.

Fonte Ansa

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