Trekking nelle miniere d’Italia dalla Valle d’Aosta alla Sardegna

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Il 25 e 26 maggio, in occasione della Giornata nazionale delle miniere, in tutta Italia i tour guidati con geologi ed ex minatori ci svelano i segreti del ventre della terra.


Indossate caschetto e scarpe da trekking e preparatevi a scendere in pozzi, cave e gallerie scavate nella terra accompagnati da guide d’eccezione, geologi ed ex minatori, che con aneddoti e storie avvincenti vi racconteranno la vita delle miniere, luoghi di fatica e sacrificio per migliaia di lavoratori. Il 25 e il 26 maggio, in occasione dell’undicesima edizione della Giornata nazionale delle miniere, molte associazioni, capeggiate dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), si organizzano in visite guidate “per diffondere il valore e il significato culturale del turismo geologico”.

Sono tante in Italia le ex miniere e i siti – se ne contano più di 50 – trasformati in attrazioni turistiche; oggi accanto alle miniere dismesse ci sono ecomusei e villaggi, gestiti dalle cooperative e sovvenzionati dai biglietti d’entrata ai luoghi, che mostrano nei minimi particolari la dura vita dei minatori della prima metà del Novecento.

I siti, i parchi e i musei minerari sono dislocati lungo tutto il territorio, da nord a sud, e offrono visite singole o di gruppo e, spesso, di intere scolaresche. In Valle D’Aosta, a Brusson, spicca la miniera d’oro di Chamousira Fenilliaz, il sito più importante della regione scoperto nel 1899; non lontano si visitano le suggestive miniere di Cogne, di Servette e di Saint-Marcel.

Nel vicino Piemonte si può entrare nelle miniere Paola e Gianna della comunità montana di Pinerolo e nell’ex miniera di talco di Garida a Coazze, nella Val Sangone. Infine a Prali, in provincia di Torino, c’è l’ecomuseo regionale delle miniere e della Val Germanasca, dove oltre alle visite si può assistere alla proiezione di un film.

In Lombardia le miniere e gli ecomusei sono distribuiti nel bergamasco e nel lecchese, dove si organizzano visite guidate a Primaluna con il parco minerario di Cortabbio e la sua suggestiva miniera di barite. E, ancora, ad Abbadia Lariana è previsto un trekking di 3 ore, un po’ impegnativo ma assistito da una guida, fino alla miniera Anna Piani Resinelli.

In Liguria si può scegliere tra Gambatesa e il parco regionale dell’Aveto, mentre in Toscana la scelta è ancora più ampia tra Livorno, Abbadia san Salvatore, Montecatini Val Cecina, Gavorrano, Massa Marittima, l’isola d’Elba, Campiglia Marittima e il parco colline metallifere grossetane; in tutto il territorio ci si divide tra escursioni e degustazioni di prodotti locali.

Il trekking è anche una delle attività della via delle miniere in Calabria, nel comune di Longobucco, dove è stata organizzata una passeggiata lungo il sentiero delle miniere d’argento con una guida del parco della Sila, e nel parco delle zolfatare di Comitini, in Sicilia.

Meritano una visita anche la miniera di bauxite di Lecce nei Marsi, in Abruzzo; quella di zolfo a Pesaro, nelle Marche; il villaggio minerario di Cesena e le cave di Borgo Val di Taro in Emilia Romagna; l’ecomuseo argentario di Civezzano in Trentino.

E, ancora, la miniera di Negrar, in Veneto, dove è previsto anche un itinerario enogastronomico; e l’ecomuseo di Resiutta con visita alla mostra della miniera, in Friuli Venezia Giulia.

Infine, c’è la Sardegna che offre escursioni, passeggiate e trekking ma anche percorsi in bicicletta o con i trenini in numerosi siti distribuiti tra montagne a picco sul mare e in una decina di comuni dell’entroterra, tra cui Iglesias, Arbus, Carbonia, Fluminimaggiore, San Vito, Lula e Sant’Antioco. È soprattutto la zona mineraria del Sulcis, nell’Iglesiente, la ex regione mineraria a sud-ovest dell’isola, ad aver trasformato il territorio in un’attrattiva per i visitatori. Qui trenini a vapore carichi di turisti escono dalle viscere della terra, che gli uomini hanno cominciato a bucare nel 1865 fino a trent’anni fa, e raggiungono il mare; un tempo trasportavano zinco, piombo, carbone e argento e oggi fanno il carico di persone che vogliono scoprire gole, burroni, gallerie disegnate dall’uomo e dune rossastre formate dalle discariche delle antiche miniere che si uniscono a un paesaggio fatto di chilometri di spiagge deserte, di fichi d’India e di sparuti greggi di capre e pecore.

È questo territorio, aspro e selvaggio, che l’uomo ha dapprima sfruttato e ora sta facendo di tutto per recuperare, soprattutto con l’istituzione, sotto il patrocinio dell’Unesco, del Parco geominerario, storico e ambientale che tutela, valorizza e salvaguardia l’ambiente, organizza le visite guidate e promuove il territorio con itinerari e percorsi sempre nuovi. La scoperta delle ex miniere aperte oggi al pubblico parte da Iglesias, antica città dell’argento, e dalla sua periferia con il gigantesco impianto di Monteponi dove si estraevano piombo e zinco fino agli anni Cinquanta. Il sito è visitabile attraverso un percorso affascinante che arriva a pozzo Sella e alla galleria Villamarina. Carbonia è l’altro storico centro minerario da dove, nell’entroterra, si scoprono antichi villaggi e borghi come Giba, Nuxis, Tratalias, centro medievale abbandonato per 30 anni e ora completamente ristrutturato e riportato a nuova vita, e il bellissimo Is Loddis, con vista sulle isole di Sant’Antioco e San Pietro.

Per conoscere tutte le iniziative della giornata delle miniere: www.isprambiente.gov.it

Fonte: Ansa

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