Musica e sicurezza, al via Eurovision in Israele

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Al via l’Eurovision Song Contest in Israele, Mahmood unico italiano impegnato nelle prove. Attesi tanti ospiti e anche qualche protesta


Atteso da un anno, l’Eurovision Song Contest 2019 formato Israele è partito questo pomeriggio a Tel Aviv in completa fibrillazione per un evento molto seguito. Non c’è praticamente luogo in città dove non campeggi il cartellone ufficiale del festival con l’insegna ‘Osa sognare‘ e l’elenco delle decine di manifestazioni previste da oggi fino alla finale di sabato prossimo, 18 maggio, con Madonna ospite d’onore. 41 i paesi in gara (unica non propriamente europea, l’Australia) per il podio più alto in un paese, Israele, che ha vinto già 4 volte e che, grazie all’affermazione di Netta Barzilai con ‘Toy’ nella passata edizione di Lisbona, ospita di nuovo la competizione. E 41 saranno i cantanti – i veri protagonisti – che stasera sfileranno sull”Orange Carpet’ ospitato a Pazza Habima in uno dei luoghi più belli della città.

Con il numero 38 sarà la volta di Mahmood, il cantante italiano vincitore di Sanremo con ‘Soldi’ e che da venerdì scorso prova la sua performance all’Expo di Tel Aviv, sede ufficiale della gara. Come per il Giro d’Italia, partito l’anno passato da Gerusalemme, anche per l’Eurovision Song Contest si sono strette le maglie della sicurezza, già molto alte in Israele. Sono circa 20mila gli agenti schierati sul campo – ha spiegato il portavoce della polizia Micky Rosenfeld – per assicurare che “tutto si svolga secondo i piani”. Per l”Orange Carpet’ di questa sera è stata chiusa un’intera zona della città e i controlli per accedere alla manifestazione sono piuttosto severi. La polizia ha presidiato anche l’area in riva al mare a sud di Tel Aviv dove questo pomeriggio ha inaugurato il Villaggio dell’Eurovision, vero e proprio baricentro alternativo alla gara all’Expo dove a fare da madrina nelle dirette tv sarà la top model Bar Refaeli insieme a Erez Tal e Assi Azar.

Le forti misure di sicurezza tuttavia non hanno minimamente intaccato l’atmosfera di festa che si respira in tutta la città: l’organizzazione – la spesa totale si dice si aggiri attorno a 120 milioni di shekel, circa 24 milioni di euro – ha puntato ad un’accoglienza in grande stile non solo per le 41 delegazioni estere ma anche per le migliaia di turisti previsti o già arrivati. Come per il Giro, anche l’Eurofestival (nato sul modello Sanremo nel 1956) ha il suo coté politico: se il Movimento per il boicottaggio di Israele, con in testa Roger Waters ex Pink Floyd, ha chiesto nelle settimane passate agli artisti e alla stessa Madonna di non partecipare alla gara, l’Autorità nazionale palestinese (Anp) è andata all’attacco della manifestazione. Ed ha chiesto all’Unione europea di diffusione che Israele, “potenza occupante”, ritiri spot video di “propaganda inaccettabili” girati “a Gerusalemme occupata”. Questo – ha detto il ministero degli affari esteri palestinese in diverse lettere inviate all’Unione – “per rispetto dei diritti del popolo palestinese e della legge internazionale”.

Io – ha detto Mahmood in conferenza stampa questa mattina a chi gli chiedeva che effetto gli facesse con il suo nome cantare in Israele – sono un cantante italiano venuto a cantare in Israele. Sarebbe stato sbagliato non essere qua“. “Già che si faccia un festival europeo – ha spiegato l’artista in alto nei pronostici – è un passo avanti per unire i popoli. La musica è un modo di unire e l’Eurovision è un buon punto di partenza“. A tutti i partecipanti sono arrivati oggi gli auguri del premier Benyamin Netanyahu ma soprattutto a Kobi Merimi, concorrente israeliano a cui piacerebbe molto bissare la vittoria di Netta Barzilai.

Fonte Ansa

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