Quando il fitness coincide col viaggio è business!

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Italia ‘sportiva’, seconda in Europa solo dopo Germania. Oltre 8100 palestre, sempre di più è un settore in crescita che spesso coincide col viaggio


Fitness: dalle palestre ai centri benessere, dai centri termali alle SPA, in Italia gli appassionati coinvolti in questo tipo di attività sono circa 18 milioni l’anno, il che rende il nostro Paese secondo solo alla Germania nelle classifiche Europee. Le Regioni con più sportivi sono Lombardia (19% degli abitanti), Veneto (11%), Emilia-Romagna, Lazio (entrambe al 10%), Toscana (8%), Campania (6%), Puglia e Sicilia (entrambe al 4%). Il giro d’affari stimato delle attività sportive non agonistiche legate al fitness nel nostro Paese è di circa 10 miliardi di euro l’anno.

A questi vanno aggiunti altri 2 miliardi spesi per turismo legati al wellness. Si tratta di viaggi e soggiorni in aree come Trentino-Alto Adige, Toscana e Umbria, Veneto particolarmente vocate per l’offerta termale e del benessere. Tale cifra rappresenta oltre la metà della spesa complessiva dedicata dagli italiani ogni anno per attività sportive, pari a 22 miliardi e corrispondente al 2,3% dei consumi totali.

Questo mondo è al centro di RiminiWellness, alla fiera di Rimini dal 30 maggio al 2 giugno.

L’ultimo censimento per quanto riguarda le strutture del fitness in Italia, tra palestre specifiche e spazi dedicati al fitness in più ampi complessi sportivi, risale alla fine del 2017 e vede presenti sul nostro territorio 8.114 centri. A livello europeo, invece, il nostro continente è quello in cui le attività di fitness sono più diffuse: il numero di praticanti supera quello degli USA e muove un giro d´affari di 26,3 miliardi di euro, contro i 23,3 degli Stati Uniti. Il fitness rappresenta allo stesso tempo anche un´opportunità di lavoro: si stima che in Europa lavorino nel settore circa 7 milioni di addetti. Nello specifico, per quanto riguarda l´Italia, le figure professionali in questo settore sono oltre 120 mila e la loro richiesta è in aumento, soprattutto per specifiche professionalità tecniche come i laureati in scienze motorie. Il loro tasso medio di occupazione si aggira al 75% e raggiunge ben il 94,1% entro un anno dalla laurea. Nella maggior parte dei casi si tratta di forme di lavoro autonome o parasubordinate.

Fonte Ansa

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