10 siti archeologici straordinari ma che non tutti conoscono

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L’amore per l’archeologia invita a viaggi suggestivi e spesso avventurosi che permettono di scoprire luoghi ricchi di storia, di leggende e di antiche civiltà. Ecco dieci siti archeologici straordinari, molti dei quali tutelati dall’Unesco e inseriti in parchi o aree protette facilmente accessibili, ma che non tutti conoscono.


1. Angkor Wat, Cambogia

È un antico e sacro sito archeologico, il più vasto del sudest asiatico, nascosto nella foresta pluviale della Cambogia, dove tra il 900 e il 1400 fiorì il potente impero Khmer. La capitale era Angkor, una città talmente ricca e potente che raggiunse, attorno al 1200 dopo Cristo, quasi un milione di abitanti, quando all’epoca Parigi e Londra ne contavano appena 100mila. In pochi secoli, però, la città venne abbandonata e dimenticata: oggi è un immenso parco di 400 chilometri quadrati che ospita rovine di fatiscenti templi di pietra, fortificazioni, opere idrauliche e strade, busti di ninfe e bassorilievi con scene di poemi classici indù; simbolo del sito è un tempio khmer di forma rettangolare, circondato da un fossato e con cinque torri al centro, fatto costruire da re Suryavarman, attualmente abitato da numerose colonie di scimmie. Immerso nella giungla a 20 minuti a nord di Siem Reap, il sito si visita liberamente o con dei tour guidati in bicicletta, in autobus, in elicottero o a dorso di elefante.

2. Machu Picchu, Perù

A pochi chilometri da Cusco, l’antica capitale dell’impero Inca, Machu Picchu, che in lingua quechua significa “montagna vecchia”, è la più imponente opera megalitica del Perù, costruita sul ciglio del fiume Urubamba e ritrovata nel 1911 da Hiram Bingham. L’archeologo stava cercando un El Dorado tra le cime della Cordigliera; trovò invece, immersa nella foresta tropicale, la più straordinaria testimonianza della civiltà Inca, fiorita tra il 1200 e il 1550 e cancellata poi dai conquistadores spagnoli. Spogliata e abbandonata, la città di Machu Picchu rimase intatta sotto cumuli di terra e sterpaglia, scampata come per miracolo alla furia devastatrice dei conquistatori, che si limitarono a usarla come cava di pietra per costruire palazzi e chiese. Il sito, che rappresenta il potere religioso e governativo dell’antico popolo precolombiano, è un magnifico santuario disegnato dalla natura e dagli architetti-sciamani al servizio di Pachacùtec, che nel 1400 progettarono in un luogo ricco di forza spirituale residenze, magazzini, laboratori e dormitori per le Vergini votate a Inti, il supremo dio Sole. Scalinate e canali di pietra sono presenti ovunque in tutto il sito archeologico, tutelato dall’Unesco dal 1983 e inserito nel 2007 tra le sette meraviglie del mondo; vi si accede in pullman, in automobile, con il treno Perù Rail e a piedi in tre o quattro giorni di cammino tra gli spettacolari villaggi incaici lungo l’Inca Trail. Per salvaguardare l’integrità del luogo, ospitato in un enorme parco archeologico con 34 siti collegati tra di loro e visitato da un esercito di curiosi e appassionati di storia e di new age, il ministero della Cultura peruviano ha deciso di limitare il numero di entrate giornaliere. Quindi è bene organizzarsi e acquistare i biglietti in tempo, prima di partire.

3. Luxor, Egitto

Piccole sfingi allineate sono protagoniste del sito archeologico di Luxor, nell’Egitto meridionale: le classiche e riconoscibili sculture criocefale – leoni con la testa di capra – segnano l’ingresso al tempio, di cui oggi restano solo, ma perfettamente conservati, i colonnati, alcune sale e parte del santuario. Nei suoi cortili sono ancora visibili le grandi statue di Ramses II con bassorilievi, geroglifici e decorazioni egizie. Luxor sorge sull’antica Tebe, la capitale dei faraoni nel loro periodo d’oro, dal XVI all’XI secolo a.C.; oggi ospita, oltre al Tempio di Luxor, anche quello più grande di Amon, a Karnak, dedicato alla divinità della fertilità. Poco distanti, sulla riva ovest del Nilo, sorgono le sorprendenti tombe dei faraoni della Valle dei Re e delle Regine, con i sepolcri scavati nella pietra calcarea in cui venivano sepolti i re dell’antico Egitto e le loro consorti.

4. Delphi, Grecia

Sorge a due ore da Atene e conserva ancora l’atmosfera magica e misteriosa dell’antichità, quando nel santuario del celebre oracolo di Apollo la sacerdotessa Pizia dispensava consigli a Greci e a Romani, seduta su un tripode, dopo essere entrata in trance respirando il vapore che fuoriusciva da una fessura della terra. Secondo la tradizione Zeus indicò il luogo dove costruire il santuario nel centro del mondo, nel punto cioè in cui due aquile, fatte volare da lui, fossero atterrate insieme. Oggi sono ancora ben visibili il tempio dove si trovava l’oracolo, lo scenografico teatro, il tempio di Athena, lo stadio dove ogni 4 anni si svolgevano i giochi pitici in onore della sacerdotessa Pizia e i tesori donati da alcune città in onore di Apollo, oltre a numerosi resti di edifici sacri. Nel sito, collocato su un monte con la vista che spazia sulla suggestiva vallata, si percepiscono ancora la grandezza e la bellezza della civiltà greca e della sua storia, mentre i più allenati possono raggiungere il cosiddetto antro coricio sacro alle ninfe, dove sono state scoperte migliaia di offerte in bronzo e ceramica.

5. Gunung Padang, Indonesia

Sorge su una collina nel villaggio di Karyamukti a 120 chilometri a sud-est di Giava ed è il più grande sito megalitico dell’Indonesia, costruito in 4 diverse epoche storiche. Scoperto dagli olandesi nel 1914, la struttura piramidale e a terrazze di Gunung Padang nascondeva le tombe di un’antichissima civiltà esistente intorno al 5200 a.C.: se per alcuni archeologi si tratta della piramide più antica del mondo, per altri invece non è corretto parlare di piramidi ma di semplici rilievi di un vulcano. Sicuramente però il sito è suggestivo e merita una visita.

6. Tikal, Guatemala

Nel dipartimento di Petén, in Guatemala, si trova la più estesa area archeologica del popolo Maya, affascinante civiltà precolombiana che ha lasciato in questa regione centroamericana importante testimonianze storiche e architettoniche. Le rovine archeologiche si trovano su una pianura a ridosso della foresta pluviale ricca di ceiba, l’albero sacro ai Maya, e di cedri tropicali. Nel sito archeologico si possono ammirare altari, grandi piramidi e i resti degli antichi templi che caratterizzavano la ricca città precolombiana, costruita rispettando un preciso codice simbolico sulle credenze cosmiche dei Maya. I templi, in particolare, sono simili a piramidi a gradoni con ampi corredi funerari all’interno, mentre i resti dell’acropoli mostrano che l’edificio non era destinato ai riti di culto ma a un uso residenziale. Oggi il sito archeologico fa parte del parco nazionale di Tikal, dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità, raggiungibile dalle città di Flores e Santa Elena, che sorgono a circa 30 chilometri di distanza dal sito archeologico.

7. Petra, Giordania

I templi della leggendaria Petra, città scolpita nella roccia rossa, sorgono in un luogo spettacolare e affascinante che si raggiunge percorrendo un lungo canyon d’arenaria modellato dai venti. Petra è la suggestiva capitale della tribù dei Nabatei, costruita per controllare le rotte commerciali di incenso, mirra e spezie tra Oriente e Occidente; il loro regno, protetto dalle montagne, durò 500 anni, inespugnabile fino alla conquista dei Romani. Poi la città rimase nell’ombra per secoli, finché nel 1812 lo svizzero Johann Ludwig Burckhardt la riscoprì. Da allora è uno dei siti archeologici più visitati al mondo: a cavallo o a dorso d’asino fino all’imbocco del Siq, il canyon che accede alla città; poi si prosegue a piedi tra pareti alte fino a 200 metri, fino al “tesoro del faraone”, il celebre monumento dalla facciata scolpita, e al maestoso monastero, tra templi e tombe. Simbolo di Petra è l’antica tomba di Aretas III, con figure della divinità e della mitologia, scavata nella roccia. Suggestiva è la visita al tramonto quando i monumenti archeologici si colorano di rosso e di sera con le fiaccole accese. Anche Petra, come Machu Picchu, è tutelata dall’Unesco e rientra tra le sette meraviglie del mondo.

8. Masada, Israele

Situato su un colle che domina il deserto nella Giudea sudorientale, in prossimità del mar Morto, è uno splendido sito archeologico che ospita l’antica fortezza di Masada, assediata ed espugnata dai Romani nel 74 d.C. Grazie al clima arido gli edifici e le rampe di accesso, tra cui il sentiero del Serpente che conduce al sito, si sono conservati perfettamente fino a oggi; tra i resti che meritano per bellezza e fascino c’è lo scenografico e lussuoso palazzo di Erode. Patrimonio dell’Unesco, si trova a circa 100 chilometri a sud-est di Gerusalemme, in territorio israeliano.

9. Afrasiab, Uzbekistan

È il sito archeologico di quello che rimane della fiorente e antichissima capitale della Sogdiana, distrutta dall’avanzata mongola, lungo la celebre Via della Seta, nel percorso tra la Cina e l’Europa. Sorge vicino a Samarcanda, in Uzbekistan, la città leggendaria dei minareti blu e delle scuole superiori, le madrase, e ospita la necropoli di Shakhi-Zinda e numerosi mausolei, riccamente decorati con pitture ben conservate. Dell’antica città sono state individuate quattro cinte murarie che racchiudono il Palazzo reale, sede dei sovrani di Samarcanda. Non molto distante da Registan, la storica piazza di Samarcanda, si visita anche Gur-Emir, il mausoleo dagli splendidi mosaici che ospita la tomba di Tamerlano, condottiero turco-mongolo che divenne imperatore dell’Asia centrale.

10. Efeso, Turchia

Spettacolare e imponente, il sito archeologico di Efeso è uno dei più imponenti e affascinanti d’Europa. Efeso era una delle più grandi città ioniche nell’Anatolia turca, tra le attuali Smirne e Aydin, e risale a circa 7000 anni fa. Fu un importante e ricco centro commerciale dopo Roma e Alessandria d’Egitto, e oggi tra le rovine spiccano i resti delle terme di Vario, di un teatro, di un acquedotto, del piccolo tempio di Adriano, della biblioteca di Tiberio Giulio Celso, di alcune agorà e di numerosi bagni pubblici. Del celebre monumento di Efeso, invece, è rimasta solo una singola colonna, così come resta pochissimo del tempio di Artemide, raso al suolo nel 401. Il momento migliore per visitare la vasta area archeologica, patrimonio mondiale dell’Unesco, è alle prime ore del giorno perché il sito è completamento esposto al sole; all’interno ci si sposta esclusivamente a piedi lungo percorsi consentiti. A Efeso si arriva da Smirne fino alla città di Selçuk e da qui a piedi per 4 chilometri – ma ci sono anche delle comode navette – fino al sito che ha due entrate, a valle e in collina.

Fonte: Ansa

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