Cinque terre: allerta turisti, la sindaca li blocca in stazione

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Allerta turismo a Riomaggiore, in Liguria. La sindaca Fabrizia Pecunia corre ai ripari modificando il piano di Protezione civile e lanciando l'”allarme affollamento”: i vigili dovranno accorrere ai treni per contenere gli arrivi. Rfi protesta e minaccia azioni legali.


Riomaggiore (La Spezia). All’allerta pioggia, neve o frane si aggiunge adesso un nuovo allarme: l’allerta affollamento. A istituirlo è stata la sindaca di Riomaggiore Fabrizia Pecunia modificando il piano di Protezione civile. Una misura drastica, adottata per contenere il turismo massivo e incontrollato che mette a rischio la sicurezza degli abitanti e degli stessi turisti.

Il provvedimento, che arriva alla vigilia dell’affollatissima stagione estiva, prevede un sistema di quote di persone massimo che il comune è in grado di gestire. Oltre quel limite scatterà l'”allerta affollamento”, e i vigili urbani saranno chiamati ai treni per bloccare i turisti e impedire che invadano le strette banchine ferroviarie delle Cinque Terre.

L’ordinanza sindacale pretende la collaborazione di Rfi (Rete ferroviaria italiana), che sarebbe tenuta a comunicare il numero degli accessi in modo da agevolarne la gestione. Ma l’azienda ferroviaria non ci sta e minaccia di ricorrere ad azioni legali.

La misura della sindaca Pecunia, tuttavia, non è un fulmine a ciel sereno: prosegue anzi un discorso amministrativo  avviato nei mesi scorsi dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. In seguito alla preoccupazione destata dalla ressa turistica nel periodo dei ponti di primavera, Toti aveva proposto una gestione razionale dei flussi turistici, che parta dai dati di arrivi e presenze e preveda “un ufficio centralizzato alle Cinque Terre per gestire i gruppi e geolocalizzare le presenze, come avviene in alcuni ‘parchi divertimento’ del mondo”, con l’obiettivo di modellare l’offerta sull’ideale di un turismo sostenibile. E sicuro: “Se accade qualcosa a qualcuno sul territorio sono i sindaci a rispondere in prima persona” ha motivato a questo proposito Pecunia alla Repubblica. “Io ho il dovere di mettere in sicurezza le persone che qui arrivano e che qui abitano”.

 

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