Controlli Nas ristoranti “All you can eat”, la metà è irregolare.

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I controlli dei Nas nei ristoranti etnici hanno riscontrato una serie di irregolarità e violazioni in 242 strutture. 


I risultati dei controlli dei Nas sui ristoranti etnici in tutta Italia hanno riscontrato una serie di irregolarità e violazioni in 242 strutture, quasi la metà dei locali ispezionati.

Cibi scaduti, scongelati e ricongelati, mancato rispetto delle norme igieniche, etichette incomprensibili, importazioni vietate, sono la conseguenza all’esplosione del fenomeno degli “All you can eat”, formula di ristorazione che sta spopolando nelle città italiane. I Nas hanno trovato magazzini abusivi, cucine mantenute in pessime condizioni igienico-sanitarie e ambienti mancanti dei minimi requisiti sanitari, strutturali e di sicurezza. Sono state chiuse o sospese 22 attività, riscontrate 477 violazioni di legge e sequestrate 128 tonnellate di cibo.  In ambito penale i reati maggiormente riscontrati, in totale 27, sono stati la frode in commercio e la cattiva conservazione degli alimenti. Il Ministro della Salute Giulia Grillo ha sostenuto che spesso manca la conoscenza del nostro sistema di regole. Per il comandante del Nas, il generale Adelmo Lusi, «particolare attenzione è stata riservata agli esercizi di ristorazione veloce e a quelli che adottano la formula ‘all you can eat’, per accertare che mantengano i livelli essenziali di corretta prassi igienica e la fornitura di materie prime idonee ad assicurare un livello accettabile di sicurezza per il consumatore».

L’importanza dell’abbattimento 

La circolare n.10 del 1992 del Ministero della Salute stabilisce che, al fine di eliminare ogni potenziale pericolo dai cibi serviti ai propri clienti, tutte le attività di ristorazione che servono pesce crudo ai propri clienti devono conservare il pesce a una temperatura inferiore a -20° per almeno 24 ore continuative. Il tempo potrebbe essere più lungo in caso di tipi particolari di pesce o di pezzi di grandi dimensioni.

E’ sempre buona norma al momento di ordinare un pesce che si vuole consumare crudo, chiedere se è stato regolarmente abbattuto. In caso di risposte confuse o incerte, è meglio scegliere di consumare cibi cotti o di lasciare il ristorante.

Per raggiungere rapidamente temperature così basse occorrono attrezzature specifiche, chiamate abbattitori, di cui devono essere forniti tutti gli esercizi commerciali che vendono pesce e carne destinati al consumo crudo. E’ bene specificare che il freezer non è un abbattitore.

Il pesce crudo conservato in maniera scorretta e non abattuto può contenere parassiti quali l’Anisakis, Listeria, Escherichia coli, Salmonella, Epatite A, e addirittura il vibrione del colera.

 

L’intervento del Codacons

I risultati dei controlli dei Nas sui ristoranti etnici non hanno lasciato indifferente l’opinione del Codacons, che si è espresso in merito, sostenendo che proprio i listini eccessivamente bassi sono sintomo di scarsa qualità e che un prezzo troppo basso fa capire come la materia prima non sia di qualità.  Il presidente Codacons Rienzi ha sostenuto inoltre che il rischio concreto per i consumatori è quello di incorrere in intossicazioni alimentari.

 

I segnali a cui stare attenti

Di seguito sono elencate alcune indicazioni per capire se un pesce che si vuole consumare crudo è di qualità:

• la colorazione delle carni deve essere lucida e uniforme;

• al tatto deve essere freddo e non attaccaticcio;

• il sushi è meglio consumarlo al bancone dopo che lo chef lo ha modellato (si riducono i tempi di sosta del pesce crudo)

 

 

 

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