Parmigiano Reggiano, Lactalis acquisisce la Nuova Castelli

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Il gruppo Lactalis Italia ha sottoscritto un accordo per l’acquisizione dell’intero capitale sociale della Nuova Castelli. 


L’accordo è stato sottoscritto. Il colosso francese Lactalis, dopo aver conquistato marchi italiani come Parmalat, Galbani, Invernizzi, Locatelli e Cademartori, acquisirà la Nuova Castelli, una tra le più importanti aziende italiane nel settore della produzione e commercializzazione di formaggi. L’accordo sottoscritto prevede l’acquisizione dell’intero capitale sociale della società, detenuto, per circa l’80%, dal fondo di investimento inglese Chartherhouse Capital Partner (il rimanente 20% in mano all’imprenditore Dante Bigi), che nel 2014 aveva investito 350 milioni di euro.

“Dobbiamo fermare la svendita ai francesi”, è quanto ha sostenuto Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, pochi giorni prima dell’accordo, per poi aggiungere “Lactalis  ha salvaguardato finora l’italianità di Galbani, Invernizzi, Locatelli, del taleggio della Cadermartori e delle mozzarelle Vallelata, in molti casi, però, li ha scollegati dal territorio d’origine. Il timore è che l’acquisizione della Nuova Castelli rischia di fare la fine del Camembert de Normandie. Lactalis ha preso un passo alla volta il controllo del mercato di questo Dop transalpino, riuscendo poi a stravolgere le regole di produzione con l’ok all’uso del latte pastorizzato al posto di quello crudo della tradizione. C’è una bella differenza tra una presenza straniera finanziaria attraverso un fondo e una industriale. Soprattutto se quest’ultima detiene già una posizione prevalente in Italia”.

L’operazione ha destato non poche polemiche, ma va ricordato che la Nuova Castelli è sì uno dei principali esportatori di Parmigiano Reggiano, ma produce nei suoi tre caseifici poco più di centomila forme, a fronte di una produzione complessiva annua di 3milioni e 700mila forme.

Dino Scanavino, presidente di Cia- Agricoltori Italiani, precisa che la produzione del Parmigiano Reggiano resta italiana e che solo gli allevatori possono produrre latte con le regole stabilite da un disciplinare riconosciuto e tutelato a livello europeo che prevede l’utilizzo di latte prodotto esclusivamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno e Mantova alla destra del Po.

Anche Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, è intervenuto sulla questione, dichiarando che “il Parmigiano Reggiano non è in svendita per l’operazione Lactalis. Non esiste il rischio di delocalizzazione poiché il mercato è in mano agli allevatori italiani che hanno i titoli per produrre latte con le regole stabilite dal disciplinare, garanzia di alta qualità e forte legame con il territorio”.

E’ eccessivo dunque parlare di svendita ai francesi. La produzione del Parmigiano Reggiano resta italiana e il latte continuerà ad essere prodotto secondo le regole stabilite dal disciplinare. Va ricordato, tra l’altro, che nella seconda metà degli anni ’90 il gruppo francese Entremont aveva acquisito ParmaReggio, marchio che tornò senza danni in mani italiane nel 2004.

 

 

 

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