Old is the new young: come la vecchiaia risolleverà il turismo

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Scordatevi lo stereotipo di una vecchiaia a base soltanto di lamentele e acciacchi. I nuovi anziani viaggiano e si godono la vita. E spendono. La Silver Economy in Italia vale oggi 620 miliardi e dà lavoro 12 milioni di persone. Un settore in espansione che vale la pena conoscere e valorizzare. Se ne è parlato al Silver Economy Forum di Genova dal 13 al 15 giugno.


Che l’Italia sia un “paese per vecchi” è diventato ormai un modo di dire. Quello che non è altrettanto noto è che la fascia matura della popolazione potrebbe risollevare le sorti dell’economia turistica.

Secondo i dati Istat, infatti, gli over 65 sono oggi 13,6 milioni, il 22% della popolazione totale. Per capire quanto sia rilevante questo dato, pensiamo che in Italia ci sono 173 anziani (65+) ogni 100 giovani (0-14); nel 1951, invece, gli anziani erano appena 31 ogni 100 giovani.

È evidente che questo ribaltamento generazionale abbia delle conseguenze importanti a livello sociale, professionale ed economico. È una tendenza che accomuna molte nazioni: crescono gli anziani e cresce il business legato al loro mondo, con il valore dell’economia d’argento che tocca i 7 trilioni di dollari a livello globale e i 620 miliardi di euro in Italia in termini di P.I.L. All’interno della silver economy, il turismo è uno dei settori più redditizi.

Perché la popolazione silver è tanto importante per il turismo? Non solo perché questa fascia sia così numerosa. I senior di oggi hanno un’alta capacità di spesa, e sono alla ricerca di nuove destinazioni da scoprire e nuove esperienze da vivere. Di una seconda giovinezza da vivere, insomma, quando possono permetterselo per tempo libero e disponibilità economica. Un target ghiotto per chi opera nel turismo: è indispensabile perciò studiarne le esigenze, per proporgli i migliori servizi.

L’impatto socio-economico della popolazione silver e i servizi che possono essere connessi all’invecchiamento attivo sono i temi che hanno dominato il dibattito del Silver Economy Forum tenutosi a Genova dal 13 al 15 giugno al Palazzo della Borsa: 50 relatori e 7 sessioni per i tre giorni dell’evento, giunto alla seconda edizione il Forum, promosso dal Comune di Genova e dall’Associazione Genova Smart City e organizzato da Ameri Communications. Un denso programma di incontri, convegni e spazi positivi che ha visto alternarsi i maggiori player del settore.

Ancora una volta Genova è in primo piano sul tema della silver economy. Il nostro intento è quello di valorizzare la nostra posizione geografica, il nostro modo di vivere, la nostra longevità a favore di un settore che guarda anche al futuro, ai processi innovativi per migliorare la vita dei silver, al comparto turistico che ci permetterà di sviluppare nuove residenze e nuova ricettività per coloro che si stabiliranno qui per lunghi periodi” ha affermato Giancarlo Vinacci, Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Genova

La Liguria si pone quindi in prima fila per cogliere le opportunità di sviluppo del settore, complici la già elevata età media della popolazione e il clima mite che la contraddistinguono. Tra i temi affrontati “il turismo senior”, “sistema pensionistico assicurativo e immobiliare”, “terza età e diritti” e “nuove professioni e nuovi posti di lavoro”.

Il turismo d’argento, infatti, non riguarda solo il popolo aged, ma crea professioni e lavoro anche per i giovani. Secondo i dati di Assolombarda, questo ramo dell’economia dà lavoro già adesso a 12 milioni di persone. E i numeri sembrano destinati a crescere: la Commissione Europea stima che nel 2030 il valore del silver tourism sarà cresciuto del 169% rispetto al 2010, raggiungendo i 548 miliardi di euro.

Un’indagine interessante della Cna su rielaborazione dello studio Giaccardi & Associati, presente al tavolo del Silver Economy Forum di Genova, ha rivelato le motivazioni principali che spingono i turisti over 55 a fare le valigie: il 56,8% degli intervistati viaggia per scoprire posti e culture nuove, il 44,7% per godersi la vita dopo anni di lavoro e il 40,1% per stare in compagnia. I viaggi sono di breve o media lunghezza: il 30,7% sta via da casa in media tra le 3 e le 5 notti, mentre il 28,4% fino a 7 notti. I dati svelano anche quali sono le mete preferite: il mare si conferma al primo posto, scelto da quasi il 60% degli intervistati. Seguono città d’arte (50,6%), montagna (47,9%) e borghi antichi (45%). Il 74,7% preferisce soggiornare in hotel, solo il 26,8% sceglie il villaggio turistico.

Si tratta di un universo in continua espansione, l’aspettativa di vita si allunga sempre più e questa tendenza va messa a sistema e affrontata in maniera positiva” ha spiegato spiega Daniela Boccadoro Ameri, animatrice e organizzatrice della manifestazione. “Genova si pone come un vero e proprio centro innovativo di ricerca sull’ageing population. Infatti i nostri centri di ricerca e l’Università in primis, ma anche il Polo Ligure Scienze della Vita (Liguria Digitale) e Alisa, presentano caratteristiche d’eccellenza per le nuove strategie di supporto all’invecchiamento attivo della popolazione, in termini scientifici ma anche economici”.

Una miniera d’oro quindi, anzi d’argento, ancora tutta da sfruttare.

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