Roma Universalis. L’impero e la dinastia venuta dall’Africa fino a domenica 25 agosto 2019 al Colosseo

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Roma. La mostra Roma Universalis. L’impero e la dinastia venuta dall’Africa aperta lo scorso 15 novembre 2018 al Colosseo, Foro Romano e Palatino chiuderà al pubblico domenica 25 agosto 2019.


Promossa dal Parco archeologico del Colosseo con l’organizzazione e la promozione di Electa, la rassegna, ideata da Clementina Panella che l’ha curata con Alessandro D’Alessio e Rossella Rea, attraverso circa cento tra reperti archeologici e opere provenienti da importanti musei italiani e stranieri ripercorre la storia della dinastia dei Severi: l’ultima, rilevante famiglia imperiale, che regnò per quarant’anni, dal 193 al 235 d.C.

Una scenografica sequenza di ritratti apre il percorso dell’esposizione al secondo ordine del Colosseo. Qui si illustrano gli sviluppi storico-politici e l’evoluzione artistica e architettonica a Roma e nelle regioni dell’impero, anche con il supporto di plastici e di video con ricostruzioni virtuali.

In queste ultime settimane, inoltre, la galleria di busti si è arricchita di un esemplare raffigurante Settimio Severo, frutto del recupero del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma. La mostra prosegue al Palatino, con l’apertura al pubblico per la prima volta delle cosiddette Terme dell’imperatore Elagabalo: uno straordinario insieme architettonico che ha restituito anche un ciclo statuario – composto da ritratti e busti di marmo di pregevole qualità – esposto nel Tempio di Romolo al Foro Romano.

In occasione di Roma Universalis il Parco ha ampliato gli spazi di visita con allestimenti che resteranno permanenti. È questo il caso delle terme, cui si è aggiunta la restituzione di un tratto del vicus ad Carinas, tra i più antichi percorsi di Roma che dal Foro Romano conduceva al colle Esquilino, e che consente un suggestivo affaccio sul Templum Pacis, di cui è visibile il magnifico opus sectile pavimentale.

Il percorso di visita sul Palatino prosegue nei luoghi dei Severi, estesi su circa due ettari, di cui i segni più evidenti sono le imponenti arcate e le terrazze, insieme allo Stadio con la straordinaria sala dei capitelli dal soffitto stuccato a cassettoni. Due le pubblicazioni, edite da Electa: il volume di studi dai numerosi contributi scientifici, e una guida, bilingue italiano e inglese, che accompagna il visitatore attraverso le varie sezioni.

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