Codacons su aumento IVA e conseguenze consumi

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Aumento IVA: a causa delle maggiori aliquote per comprare un paio di jeans serviranno quasi 5 euro in più, per un’auto addirittura 619 euro. 


Sempre più inquietante la prospettiva di un eventuale aumento dell’Iva, dopo la crisi di Governo che mette seriamente a rischio la possibilità di adottare, entro i necessari tempi tecnici, le misure per reperire i 23 miliardi di euro che servono a scongiurare il ritocco al rialzo non solo delle aliquote, ma anche delle accise sui carburanti.
Le clausole di salvaguardia non prevedono solo il ritocco delle aliquote dal 22 al 25,2% (ordinaria) e dal 10 al 13% (ridotta) nel 2020, ma stabiliscono che l’Iva debba aumentare anche nel 2021, raggiungendo quota 26,5%. Per entrambi gli anni, inoltre, tali clausole prevedono anche gli incrementi delle accise sui carburanti con un gettito stimato dalla Legge di bilancio pari a 400 milioni di euro all’anno. Accise più alte equivalgono a più elevati costi dei carburanti, con conseguenti effetti negativi sui listini dei beni trasportati su gomma – avverte il Codacons.
Se le aliquote Iva e le accise saranno ritoccate al rialzo, dunque, i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia.
Ecco in dettaglio come cambieranno i prezzi di alcuni beni e servizi di largo consumo a causa dell’aumento Iva, senza tenere conto dei possibili arrotondamenti che saranno effettuati da esercenti e professionisti sui propri listini:

 

 

 

Fonte: elaborazioni Codacons

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